Cronaca

Raid vandalici su 60 auto in Val d'Intelvi. I responsabili: "Non sapevamo cosa fare" VIDEO

I responsabili sono cinque giovanissimi del territorio, tre minorenni e due appena maggiorenni.

Raid vandalici su 60 auto in Val d'Intelvi. I responsabili: "Non sapevamo cosa fare" VIDEO
Cronaca 06 Novembre 2018 ore 09:41

All’inizio di settembre la Val d’Intelvi è stata sconvolta da due notti di raid vandalici sulle automobili. Circa 60 i veicoli danneggiati da cinque giovanissimi, tre dei quali minorenni.

Raid vandalici: danneggiate 60 auto in due notti

Tutto è avvenuto in Val d’Intelvi nelle notti tra il 3 e il 4 e il 4 e il 5 settembre scorso. L’articolata indagine è stata portata a termine dalle Stazioni Carabinieri di Centro Valle Intelvi, Alta Valle Intelvi e dall’Aliquota Operativa del NOR della Compagnia di Menaggio, guidata dal comandante Filippo Bentivogli. Il tutto è stato coordinato dalle Procure presso il Tribunale di Como, Alessandra Bellù, e presso il Tribunale per i Minori di Milano, Ethel Matilde Ancona.

Sono bastate due notti a questi cinque giovani, un 15enne, due 16enni e due 18enni che hanno appena compiuto la maggiore età, per danneggiare circa 60 auto tra Argegno, Schignano, Cerano, Casasco, Castiglione, San Fedele, Pellio, Scaria, Lanzo e Porlezza. La prima notte i vandali hanno colpito solo tre auto, una specie di prova generale. Affinata la tecnica con sassi e coltello da cucina, la seconda notte hanno fatto il resto.

Hanno spaccato finestrini lanciando sassi direttamente dalla loro automobile, presa all’insaputa di una delle famiglie e alla cui guida c’era uno dei 18enni senza patente, e tagliato gomme. Tra i veicoli danneggiati anche un trattore, una corriera e l’auto di un turista che si trovava ancora in zona alla fine della stagione estiva.

“Non sapevamo cosa fare”

Tutti e cinque sono giovani del posto, incensurati, figli di famiglie normalissime del lago. La loro giustificazione? La noia. “Non sapevamo cosa fare” si sono giustificati alcuni quando sono stati convocati dai Carabinieri. Altri invece non hanno dato alcuna ragione per due notti, indicativamente tra mezzanotte e le 5 del mattino, di danneggiamenti.

Colpevoli scoperti grazie a telecamere pubbliche e private

A seguito delle decine di denunce che sono piovute nei giorni successivi ai raid vandalici, sono partite le indagini. I militari hanno dovuto “sbobinare” una notevole mole di filmati, prodotti da diverse decine di telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private. Incastrati dalle immagini e convocati dai Carabinieri, i giovani vandali hanno poi confessato quanto compiuto. Sono quindi stati deferiti in stato di libertà per il reato di danneggiamento aggravato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Como e presso il Tribunale per i Minori di Milano.

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