A Suello

Rabbia e preoccupazione: “Il nostro paese un piccolo focolaio, chiedo tamponi per tutti, altrimenti li faremo noi”

Il sindaco ha scritto a Regione Lombardia, Prefettura di Lecco e Ats Brianza

Rabbia e preoccupazione: “Il nostro paese un piccolo focolaio, chiedo tamponi per tutti, altrimenti li faremo noi”
Lecco e dintorni, 07 Aprile 2020 ore 13:25

Coronavirus, il sindaco di Suello Giacomo Angelo Valsecchi, visto il modo in cui l’epidemia ha colpito il suo territorio ha deciso di scrivere una lettera molto chiara alle autorità competenti (Regione Lombardia, Prefettura di Lecco e Ats Brianza) per chiedere tamponi diagnostici per tutta la popolazione. Altrimenti il Comune si muoverà in autonomia. Ecco la missiva del primo cittadino.

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Rabbia e preoccupazione: “Il nostro paese un piccolo focolaio, chiedo tamponi per tutti, altrimenti li faremo noi”

Alla luce della gravità e dell’alta incidenza che il coronavirus ha avuto nel nostro piccolo paese (che possiamo considerare a tutti gli effetti un focolaio), esprimo la mia preoccupazione in vista della delicatissima fase di ripartenza. Al di là delle questioni e idee partitiche che non mi interessano, perché il mio unico obiettivo è la salvaguardia della salute dei miei concittadini, non vorrei trovarmi al buio per la ripresa delle attività, con il rischio concreto di un’ulteriore fase di contagio.

Come sindaco sono molto preoccupato. Sono davvero tante le famiglie che hanno avuto casi accertati, o familiari che per diverse settimane hanno manifestato sintomi o stati febbrili riconducibili al Covid-19; e in questi ultimi casi i tamponi non sono stati effettuati. Nel nostro paese di 1.760 abitanti, n. 30 sono le persone risultate positive e sottoposte a tampone, e n.70 quelle risultate in sorveglianza nel corso delle settimane. Quante persone oggi a Suello, in vista della fase due, potrebbero essere infette senza manifestare alcun sintomo, ed essere cosi fonte di contagio per giorni e giorni?

Consideriamo inoltre per quanto tempo un paziente risultato positivo (che non presenta più sintomi e quindi sta bene) può essere contagioso e veicolare così il virus. Per ora questo non è un problema perché siamo chiusi in casa, ma appena riprenderemo gradualmente, con chi ad esempio deve rientrare al lavoro, questo rappresenta un rischio che non possiamo permetterci.

Chiedo pertanto, in vista della fase due, se è stato pensato il potenziamento dell’attività diagnostica per i paesi e territori dove il contagio è stato molto alto, come ad esempio a Suello. In tal caso si potrebbe procedere con i test quanto prima (test rapido immunologico, tampone diagnostico e esame del sangue), partendo dal personale sanitario e dai soggetti che si devono riavviare al lavoro, impiegati nelle attività essenziali, e via via estendendoli a tutti i lavoratori che dovranno rientrare.

Chiedo quindi, partendo dal fatto che sui miei concittadini sono stati fatti pochissimi tamponi, che venga effettuata una mappatura della situazione tramite test diagnostici. Non valutare il sommerso sarebbe un gravissimo errore. In caso di risposta negativa, ne prenderò atto e procederò in maniera autonoma, attraverso le risorse del mio Comune e secondo i criteri sopra riportati, qualora mi venisse indicato il laboratorio idoneo per tali test.

Il sindaco

Giacomo Angelo Valsecchi

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