Quanto fanno male i fumi dell’inceneritore di Valmadrera? Venerdì si presenta lo studio

La salute dei cittadini al centro dell'incontro promosso dal Coordinamento Rifiuti Zero Lecco.

Quanto fanno male i fumi dell’inceneritore di Valmadrera? Venerdì si presenta lo studio
Cronaca Lecco e dintorni, 26 Novembre 2018 ore 11:04

“Il mostro che fagocita il buon senso”: Il titolo della serata promossa da Coordinamento Lecchese rifiuti zero è già di per sè evocativo. Anzi, esplicito. Il mostro in pratica, secondo gli organizzatori della serata in programma venerdì 30 novembre alle 20.45 a Lecco, nella sala conferenze di Palazzo Falk, altro non è che l’inceneritore di Valmadrera. Obiettivo dell’incontro sarà quello di presentare “uno studio scientifico indipendente sulla ricaduta dei fumi e altre informazioni che interessano l’ambiente e la salute dei cittadini”.

Lo studio

“In questi anni ci siamo chiesti tante volte dove cadono i fumi che escono dai camini del forno inceneritore di Valmadrera” spiegano dal Comitato presentando la serata di venerdì. “Sono state date risposte contrastanti e poco chiare, per questo motivo abbiamo commissionato uno studio indipendente e autonomo per capire realmente quali comuni sono realmente interessati in questa ricaduta”.

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Non solo querelle politica

La scorsa settimana le sorti dell’inceneritore di Silea e il progetto di Teleriscaldamento sono stati al centro di una querelle politica tra Movimento Cinque Stelle e Lega (leggi la pagina speciale sul Giornale di Lecco in edicola da lunedì 26 novembre Da pc clicca qui per la versione sfogliabile, mentre sul tuo cellulare cerca e scarica la app “Giornale di Lecco” dallo store). Ma al di là delle punzecchiature, delle stoccate, delle accuse reciproche tra gli alleati di Governo, il territorio continua a interrogarsi. Gli Amministratori dichiarano una volontà migliorativa ma poi promuovono il teleriscaldamento che sposta, forse per sempre, la data di chiusura del forno inceneritore – spiegano i membri del Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero. “Qualsiasi persona di buon senso capisce bene che riciclare è meglio che incenerire, così da recuperare materia prima, evitare emissioni inquinanti e di gas serra. In altre province, anche vicino a noi, è dimostrato come la raccolta differenziata virtuosa sia una scelta economicamente e dal punto di vista occupazionale migliore dell’incenerimento. Questa può garantire anche il principio di precauzione sanitaria rispetto ai rischi delle ricadute dei fumi dell’incenerimento. Si proclama di voler aumentare la quota della differenziata ma oramai da anni siamo sostanzialmente fermi alle stesse percentuali”.

La tariffazione puntuale e la capacità dell’inceneritore di Valmadrera

La promozione della “tariffazione puntuale” (il cittadino PAGA in proporzione per la frazione indifferenziata che produce) di fatto viene disincentivata penalizzandola con costi aggiuntivi e pretendendo un bacino minimo di partenza di 20.000 abitanti. Dove viene praticata questo tipo di raccolta i costi a carico dei cittadini sono scesi” proseguono i promotori della serata. ” La capacità del forno inceneritore (doppia rispetto alle necessità provinciali) viene saturata purtroppo dal conferimento a Valmadrera di rifiuti provenienti da altri territori (circa il 50%) I modelli virtuosi sono solo citati nei documenti programmatici ma non applicati.

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Le accuse de Comitato

Duro quindi l’affondo del Comitato: “E’ una grave responsabilità degli Amministratori aver lasciato cadere nel vuoto la richiesta di migliaia di cittadini per una partecipazione al comitato scientifico di controllo dello studio epidemiologico in atto, studio riguardante gli eventuali eccessi di possibili malattie dovute alla ricaduta dei fumi dell’inceneritore”.

 

 

 

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