Quanto costa vivere a Lecco? Ecco l’indagine del Comune I DATI

Schizzano i prezzi di raccolta rifiuti, prodotti di profumeria e... fagiolini. Diminuisce il prezzo dell'energia elettrica.

Quanto costa vivere a Lecco? Ecco l’indagine del Comune I DATI
Lecco e dintorni, 22 Maggio 2018 ore 12:35

Quanto costa vivere a Lecco? Ecco l’indagine del Comune.

Ecco quanto cosata vivere a Lecco

L’Ufficio Statistica del Comune di Lecco ha effettuato infatti una indagine delle principali variazioni registrate nel mese di aprile 2018 per quanto riguarda  prezzi al consumo a livello locale.

In generale dall’analisi emerge che la variazione mensile dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) al lordo dei tabacchi, risulta nulla, è pari all’1% quella annuale, valore inferiore al dato di marzo (+1,4%).

A livello nazionale

A livello nazionale la variazione mensile è leggermente superiore al dato locale e si attesta allo 0,1%; decisamente inferiore, invece, la crescita annuale che si attesta allo 0,5% e risulta anch’essa in contrazione rispetto a quella del mese di marzo (+0,8%).

 

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L’indice locale

L’indice locale (base 2015=100) si attesta a 101,5 e indica che in quasi due anni e mezzo l’aumento dei prezzi al consumo è stato di poco più di 1 punto e mezzo. Lo stesso indicatore a livello nazionale si attesta a 101,9 con un differenziale rispetto al dato locale di 0,4  punti, a fine anno 2017 quest’ultimo valore era pari a 0,7 e già in diminuzione rispetto ai mesi precedenti. Le variazioni  congiunturali e tendenziali della Componente di fondo, cioè l’indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi (core inflation), registrano segno positivo e rispettivamente +0,2% e 0,9%. Anche a livello nazionale le variazioni in analisi sono di segno più e risultano superiori a quelle locali: +0,8% è la variazione mensile; +1,1% quella annuale.

 

Analisi delle variazioni per divisione di spesa:

– la divisione con la maggiore variazione mensile in aumento è Bevande alcoliche e tabacchi (+1,1%) la cui crescita è dovuta all’aumento sia delle bevande alcoliche (vino e alcolici) sia dei tabacchi (aumento di alcune marche di sigarette);

– la divisione con la contrazione maggiore è Abitazione acqua e combustibili (-1,2%) la cui variazione negativa è da imputare alla riduzione delle tariffe energetiche legate alle fasce di utilizzo (in aumento la quota fissa).

A livello annuale l’aumento maggiore è registrato da Altri beni e servizi (+5,3%); permane la forte contrazione della divisione istruzione (-13,5%).

 

Analisi delle variazioni per tipologia di prodotto:

– la variazione mensile con segno più maggiore è quella dei tabacchi (+0,6%); quella dei Beni energetici invece è la maggiore contrazione registrata (-2,5%);

– sono i Tabacchi che risultano i più inflattivi dell’anno con una variazione del 2,8%; gli altri beni registrano invece la più alta contrazione annuale (-0,4%).

 

Analisi delle variazioni per frequenza d’acquisto dei prodotti:

-la maggiore variazione mensile in aumento è da attribuire ai beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (+0,4%) (rispondono a questa classificazione i beni di largo consumo o utilizzo, quali alimentari, bevande, tabacchi, spese per l’affitto, per la pulizia e manutenzione in generale della casa, i carburanti i trasporti).

-la maggiore contrazione è quella registrata dall’aggregato dei beni a media frequenza d’acquisto (-0,3), a livello annuale la più alta variazione in aumento (+2%) è dei beni a bassa frequenza di acquisto.

 

Ecco quindi  le variazioni degli indici dei prezzi al consumo degli aggregati di prodotto che hanno avuto le maggiori variazioni in aumento e le maggiori variazioni in diminuzione rispetto al mese di marzo 2018

 

 

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