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Garlate e Pescate: controlli più stringenti e multe più salate

I sindaci Giuseppe Conti e Dante De Capitani, infatti, hanno emanato due ordinanze ad hoc per disciplinare l'utilizzo della ciclabile e l'uscita di casa dei cittadini.

Garlate e Pescate: controlli più stringenti e multe più salate
Cronaca Lecco e dintorni, 19 Marzo 2020 ore 17:20

Continuano i controlli a Garlate e Pescate, diventando più stringenti in questo periodo di emergenza legata al Coronavirus. I sindaci Giuseppe Conti e Dante De Capitani, infatti, hanno emanato due ordinanze ad hoc – attive da sabato 21 marzo – per disciplinare l’utilizzo della ciclabile e l’uscita di casa dei cittadini.

Controlli più stringenti a Garlate e Pescate

I Comuni di Garlate e Pescate intendono mettere in atto un’azione di stretta sorveglianza affinché in generale e in particolare nel fine settimana non ci siano violazioni alle disposizioni di legge per la lotta al Coronavirus.

“Bisogna restare in casa il più possibile. Se riusciremo a farlo nel modo più completo daremo un grosso contributo alla lotta contro la malattia. In questi giorni quindi i vigili del comando intercomunale e i due gruppi di Protezione Civile pattuglieranno i paesi ed il lungolago – hanno spiegato i sindaci Giuseppe Conti di Garlate e Dante De Capitani di Pescate – Da sabato in particolare verrà chiuso l’accesso alla ciclabile per chi proviene da altri paesi. I pescatesi potranno usufruire del lungolago in caso di necessità individuali e per necessità dei loro animali, per brevi periodi e con distanza interpersonale di almeno 2 metri per il tratto ricompreso nel Comune di Pescate; mentre i garlatesi quello dentro i confini di Garlate”.

Le ordinanze firmate dai sindaci dei due Comuni prevedono il rispetto di queste misure a partire da sabato 21 marzo e fino al 3 aprile compreso. Sono previste sanzioni che possono raggiungere anche i 500 euro.

De Capitani scrive al Ministro Lamorgese

Proprio oggi, giovedì 19 marzo, il sindaco di Pescate Dante De Capitani ha scritto al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, chiedendo di emanare un provvedimento governativo per vietare l’attività fisica e sportiva all’aperto (LEGGI QUI).

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