Permesso di lavoro per curare il cane, entusiasta l’On Michela Vittoria Brambilla

"E’ un altro passo avanti verso la giusta considerazione degli animali da compagnia"

Permesso di lavoro per curare il cane, entusiasta l’On Michela Vittoria Brambilla
12 Ottobre 2017 ore 12:41

“Le famiglie vanno sostenute, anche quelle con gli animali. Ecco perché la decisione dell’Università “La Sapienza” di Roma mi pare un’ottima notizia. Dà applicazione pratica ad un principio importantissimo.  Gli animali d’affezione sono e vanno considerati membri della famiglia a tutti gli effetti. Quindi la malattia dell’animale, se non esistono alternative per l’assistenza e per la cura, dev’essere effettivamente valutata come un grave motivo personale e di famiglia dai datori di lavoro”. Lo ha detto l’On Michela Vittoria Brambilla

Michela Vittoria Brambilla, paladina degli animali

L’onorevole Brambilla, calolziese e  presidente del Movimento animalista,  fa riferimento al una recente vicenda avvenuta a Roma. Una dipendente pubblica aveva chiesto senza successo al suo datore di lavoro il riconoscimento del permesso retribuito di due giorni di assenza. Il suo cane infatti aveva bisogno di un intervento chirirgico urgente.  Diritto che in un primo tempo non le era stata accordato. Solo successivamente, grazie al supporto tecnico-giuridico offertole dalla Lav, è stato riconosciuto dal datore.

Animali inseriti nello stato di famiglia

“E’ un altro passo avanti verso la giusta considerazione degli animali da compagnia” aggiunge l’ex ministro. “In quest’ottica ho presentato due proposte di legge. La prima prevede l’iscrizione degli animali da compagnia, regolarmente detenuti e microchippati, nello stato di famiglia. La seconda istituisce un Servizio sanitario veterinario nazionale agevolato”.

Il movimento animalista

“Finora i politici, salvo qualche luminosa eccezione, hanno considerato la tutela degli animali un tema di serie C. Perciò ho fondato il Movimento animalista. Ha un programma che include tra le priorità anche una riforma costituzionale che riconosca gli animali come esseri senzienti, portatori di diritti, perché l’esigenza di una maggior tutela degli animali sia recepita al più alto livello”.

 

 

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