Un copione assolutamente inquietante si è ripetuto, ieri, domenica: stesso luogo, stesso protagonista, stessa violenza cieca e gratuita. In una drammatica coincidenza, a essere testimone dell’ennesimo episodio è stato proprio chi, pochi giorni prima, era finito nel mirino dello stesso aggressore.
La stazione di Lecco, nel pomeriggio di ieri, domenica 11 gennaio 2026, si è trasformata ancora una volta in un luogo di paura e caos. Passeggeri e pendolari, sorpresi dall’improvvisa escalation di violenza, si sono trovati a scappare o a cercare riparo tra le banchine. L’episodio giunge appena pochi giorni dopo l’aggressione a un tassista, ricordando a tutti come la sicurezza nella zona resti un tema delicato e di estrema urgenza. La tensione tra cittadini e forze dell’ordine sembra crescere di giorno in giorno, mentre la domanda principale resta: cosa deve succedere ancora prima che si intervenga in maniera efficace?
Paura sul treno in stazione: l’aggressore del tassista, armato di coltello, colpisce ancora
Tutto ha avuto inizio intorno alle 14, quando un uomo di circa 30 anni, armato di coltello, ha aggredito un 57enne.
Secondo i testimoni, la violenza sarebbe iniziata già a bordo di un treno regionale e, prima di giungere a Lecco, l’aggressore avrebbe colpito anche una donna a Mandello del Lario, lasciando dietro di sé paura e panico.
La scena, drammatica e fulminea, si è consumata in pochi attimi: la vittima è riuscita a divincolarsi, sebbene inizialmente si temesse per la sua incolumità e per quella dei presenti. I passeggeri del treno, impauriti, hanno subito allertato i soccorsi e, in piazza ex Lega Lombarda, sono intervenuti con urgenza, in codice rosso di massima gravità, un’ambulanza della Croce Rossa di Lecco e un’automedica con a bordo il personale del 118.
Fortunatamente, il 57enne non ha riportato ferite gravi e non è stato necessario il trasporto in ospedale. Tuttavia, il trauma psicologico per chi ha assistito alla scena rimane evidente: i testimoni hanno raccontato di aver temuto il peggio, descrivendo momenti di panico e confusione totale.
Nel frattempo, gli agenti della Polizia Ferroviaria di Lecco hanno bloccato l’aggressore, un volto già noto alle forze dell’ordine: lo stesso uomo che, pochi giorni fa, durante una rissa con un gruppo di giovani stranieri, aveva ferito un tassista della stazione.
Proprio quel tassista, incredulo, ha assistito alla scena di ieri.
«Non potevo crederci, è lo stesso uomo che mi ha aggredito – ha raccontato, ancora sotto shock – l’ho riconosciuto benissimo, non ho dubbi. Era già libero di fare di nuovo del male».
Nonostante la violenza del primo episodio – il tassista aveva riportato la frattura di un dito del piede – nonostante le polemiche sul tema della sicurezza che hanno infiammato l’arena politica e nonostante l’intensificarsi dei controlli (proprio la scorsa settimana, in stazione, si è svolto un servizio straordinario interforze), ancora una volta la piazza dello scalo ferroviario è diventata un terreno di scontro senza regole, teatro di paura e tensione per chiunque si trovasse a transitare in quel momento.
«Non si può andare avanti così – ha proseguito il tassista – Queste persone vanno fermate. Ma va fatto davvero. Come è possibile che quell’uomo fosse ancora in condizione di fare del male a qualcuno? Davanti ai miei occhi si è riproposta la stessa scena. L’altra volta aveva aggredito dei ragazzini e lanciato cubetti di porfido, infrangendo la vetrina della sede dei tassisti. Anche domenica ha seminato il panico, tra urla, corse e caos generale».
Sconvolto e preoccupato anche un collega del tassista, anch’egli testimone della violenza domenicale: «Basta, non ne possiamo più. È necessario fare qualcosa. Non possiamo continuare a sentirci insicuri nella nostra città, soprattutto in un luogo frequentato da famiglie, anziani e bambini».
Va ricordato che il Consiglio provinciale di Lecco ha assunto un ruolo attivo, richiedendo l’attivazione del progetto Stazioni Sicure tramite il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp). Il Cosp è stato quindi convocato e il Prefetto ha formalmente richiesto l’avvio del progetto, dando il via al percorso istituzionale previsto, nella speranza di garantire maggiore sicurezza a cittadini, pendolari e lavoratori.
Tuttavia, episodi come quello di ieri mostrano come la strada verso stazioni realmente sicure sia ancora lunga e complessa.

