Un presidio per la Palestina annunciato per il 7 ottobre 2026 a Lecco, nel giorno del terzo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele, e nel terzo anno di sofferenza senza fine per Gaza, finisce al centro di una decisione della Questura. Sul manifesto diffuso dagli organizzatori, l’appuntamento fissato alle 18 in piazza Cermenati è infatti barrato da una grande scritta verde: «Vietato dalla Questura».
Palestina, vietato dalla Questura il presidio del 7 ottobre a Lecco
L’iniziativa era stata presentata come un «presidio e corteo per la Palestina», con al centro le richieste di «fine del genocidio» e «fine del sionismo». Nel materiale di promozione compare inoltre la richiesta di «embargo a Israele».
Una presa di posizione che aveva individuato proprio nel 7 ottobre la data per tornare a manifestare in città a sostegno della popolazione palestinese. La decisione di vietare l’appuntamento, stando a quanto riportato dagli organizzatori sul manifesto, impedirebbe dunque lo svolgimento della mobilitazione così come era stata annunciata.
«In data 5 ottobre abbiamo ricevuto il divieto assoluto del presidio e del corteo, entrambi preavvisati con adeguato margine, in sostegno alla resistenza palestinese e contro il genocidio», spiegano gli organizzatori, che hanno condannato duramente la scelta della Questura.
La decisione delle forze dell’ordine è arrivata al termine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine pubblico, che si è riunito appunto ieri, 5 ottobre 2026. Nel provvedimento si legge che gli organizzatori di Lecco Antisionista sono stati convocati l’1 ottobre per verificare la disponibilità a cambiare data o modalità della manifestazione (che era stata annunciata alla Questura il 18 settembre), ma che il presidio è stato confermato per la data del 7.
«Valutato l’attuale contesto politico internazionale che potrebbe – in occasione dello svolgimento della manifestazione con corteo che interesserebbe gran parte del centro cittadino – provocare reazioni provenienti da posizioni ideologicamente contrapposte, elevando l’indice di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica», la Questura ha «formalizzato il divieto a portare in atto la manifestazione», prescrivendo inoltre che l’iniziativa «nel rispetto del diritto a manifestare riconosciuto dall’articolo 17 della Carta Costituzionale, si svolga in circostanze di tempo e di luogo successive alla data del 7 ottobre 2026». In caso contrario, «si concretizzeranno violazioni penali ovvero violazioni amministrative».
Il caso del presidio lecchese si inserisce in un clima particolarmente teso attorno alle manifestazioni legate al conflitto israelo-palestinese. In diverse città italiane sono state annunciate iniziative pro-Palestina in occasione dell’anniversario, alcune delle quali hanno già suscitato discussioni e prese di posizione.
