Cronaca
Il processo inizia a ottobre

Omicidio Ziliani: perizia psichiatrica su Mirto Milani e le sorelle Ziliani

Il consulente di parte dovrà stabilire se i componenti del trio diabolico erano in grado di intendere e volere

Omicidio Ziliani: perizia psichiatrica su Mirto Milani e le sorelle Ziliani
Cronaca Lecco e dintorni, 13 Settembre 2022 ore 16:57

"Svolta" nella vicenda giudiziaria dell'omicidio Ziliani. Come riportano i colleghi di Primalavalcamonica  i legali delle due sorelle, Paola e Silvia Zani e del calolziese Mirto Milani hanno ottenuto la perizia psichiatrica di parte in attesa del processo che li vedrà sul banco degli accusati per l'assassinio della ex vigilessa di Temù  scomparsa l’8 maggio del 2021 e ritrovata senza vita quattro mesi dopo, l’8 agosto. Una brutale uccisione, un omicidio terribile che è stato confessato dai tre membri del trio diabolico, così è stato ribattezzato, lo scorso maggio. Ed è stato proprio Milani, ,  fidanzato della figlia maggiore della donna uccisa (che però avrebbe detto ai magistrati di avere una relazione anche con l'altra ragazza),  a "cedere" ammettendo il proprio coinvolgimento.

Omicidio Ziliani: perizia psichiatrica su Mirto Milani e le sorelle Ziliani

La richiesta di sottoporre i tre a perizia  è stata accolta dal presidente della I sezione penale del tribunale di Brescia, foro competente per la vicenda,  Roberto Spanò e nei prossimi giorni uno psichiatra studierà la personalità dei tre accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La terribile vicenda

L'ex vigilessa era sparita di casa l'8 maggio di un anno fa e il suo cadavere, in avanzato stato di decomposizione venne ritrovato solo due mesi dopo, ad agosto. I magistrati sono sempre stati convinti della responsabilità dei tre. Il "triangolo diabolico"  avrebbe assassinato la donna per questioni economiche. I soldi: questo il movente che secondo i magistrati avrebbe spinto  giovani a uccidere l'ex vigilessa. Una convinzione per altro condivisa dalla madre della vittima, la nonna delle due presunte assassine, che si è sempre detta persuasa che Laura Ziliani non fosse mai uscita volontariamente di casa come  invece avevano raccontato le ragazze che avevano sostenuto che la donna era andata a fare una escursione.

Ma subito gli inquirenti avevano avuto sospetti e avevano sottoposto il trio ad intercettazioni telefoniche. Sin dal 26 maggio, data di inizio dell'attività di intercettazione, "dalle conversazioni è stato possibile ricostruire l'interesse dei tre alla ricostruzione della situazione patrimoniale della 55enne e la loro volontà di intraprendere quanto prima la locazione di alcuni appartamenti contattando i locatari della Ziliani per aumentare affitti, saldare arretrati e tentando di deviare i bonifici sul conto delle sorelle Zani".

Il calolziese e le due sorelle vennero poi arrestati a settembre. Secondo il quadro accusatorio, suffragato anche dagli elementi emersi durante l'autopsia, l'ex vigilessa   sarebbe stata prima soffocata, poi uccisa e quindi poi seppellita. Nel corpo è stato trovato un composto avente “azione ansiolitica e ipnoinduttrice”. In altre parole  Laura Ziliani  sarebbe prima stata stordita con ansiolitici e poi soffocata in modo non violento quando non era ormai in grado di reagire. Sul corpo durante l'esame autoptico, non erano stati rilevati  segni di violenza e neppure fratture.

Verrà valutata la capacità  di intendere e volere die tre

Il consulente di parte dovrà quindi stabilire se le sorelle Paola e Silvia Zani e Mirto Milani al momento dell’omicidio della Ziliani erano in grado di intendere e volere. La risposta sarà fondamentale per il processo che prenderà avvio il 27 ottobre in Corte d’Assise a Brescia.

 

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