lE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

Omicidio Laura Ziliani: Mirto Milani e le sorelle Zani non hanno ucciso per soldi "ma ispirati da serie tv"

"L'unica persona che ha mostrato un reale interesse per certi versi spasmodico per il patrimonio della defunta Laura Ziliani è stata la madre di Mirto Milani"

Omicidio Laura Ziliani: Mirto Milani e le sorelle Zani non hanno ucciso per soldi "ma ispirati da serie tv"
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"Gratificare l'ego del gruppo e celebrare adeguatamente la loro coesione". Questo, in estrema sintesi, secondo i giudici di Brescia, il motivo che ha portato il calolziese Mirto Milani e le sorelle  Silvia e Paola Zani, figlie della vittima a uccidere Laura Ziliani  l'ex vigilessa 55enne di Temù assassinata da quello che è stato definito il "Trio Criminale". La donna era sparita di casa  il 7 maggio 2021. Il  corpo straziato e in avanzato stato di decomposizione  di Laura Ziliani   venne ritrovato solo due mesi dopo, ad agosto in Valcamonica.

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Omicidio Laura Ziliani: Mirto Milani e le sorelle Zani non hanno ucciso per soldi "ma ispirati da serie tv"

I tre,  rei confessi dell'omicidio e condannati in primo grado all'ergastolo lo scorso dicembre non avrebbero quindi agito per denaro. E' quanto si evince dalle motivazioni della sentenza - un corposo documento di quasi 100 pagine - ora depositate ufficialmente.

"I tre - scrive la corte - hanno agito di concerto tra loro concorrendo a comporre, ciascuno per la propria parte, il mosaico del progetto criminoso".

Secondo il presidente della Corte d'assise di Brescia Roberto Spanó  non reggerebbero  il movente economico e tantomeno  quello dell'odio da parte del trio nei confronti della 55enne.

omicidio Laura Ziliani

Nelle motivazioni si legge che "l'unica persona che ha mostrato un reale interesse per certi versi spasmodico per il patrimonio della defunta Laura Ziliani è stata la madre di Mirto Milani. Il ruolo debordante da convitato di pietra assunto dalla donna può avvalorare il sospetto che il figlio l'abbia messa sin da subito a conoscenza dell'omicidio, come parrebbe comprovato nei messaggi inviati dall'imputato dal carcere allo scopo di depistare le indagini, nonché delle cautele adottate dai due per impedire la captazione delle loro conversazioni".

"Ispirati da serie tv"

Una vicenda ancora più assurda quindi, se possibile, anche perché, sempre nelle motivazioni si legge anche che   che “occorre un piano cervellotico a cui le serie tv hanno offerto una forte componente di imitazione e ispirazione. Troppo banale gettarla dal dirupo. L’omicidio in sé considerato non costituiva ai loro occhi un progetto abbastanza ambizioso ed accattivante per poter celebrare adeguatamente la loro coesione”.

 

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