Obbligo vaccini a Lecco 67 senza documentazione

La Regione fa il punto della situazione circa l'applicazione della legge Lorenzin in merito all'obbligo vaccini e alle informazioni trasmesse dalle scuole.

Obbligo vaccini a Lecco 67 senza documentazione
Cronaca 22 Ottobre 2017 ore 17:50

Regione Lombardia fa il punto della situazione circa l’obbligo vaccini introdotto dalla legge Lorenzin.

I numeri lombardi sull’obbligo vaccini.

Sono 1812 in tutta la Lombardia gli alunni che non hanno presentato entro l’11 settembre la documentazione necessaria, prevista in virtù della legge Lorenzin, sull’obbligo vaccini per l’iscrizione a asili nido e scuole dell’infanzia. Lo ha reso noto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera in seguito all’ultimo monitoraggio compiuto dalle otto Ats regionali. Un monitoraggio avvenuto sugli elenchi inviati da parte di nidi e scuole dell’infanzia.

Nel lecchese ritardi nell’invio degli elenchi

In particolare per l’Asst di Lecco sono presenti 169 scuole materne  e 75 nidi, ma solo 13 hanno trasmesso gli elenchi. Da quanto trasmesso risulta che sono 67 gli alunni che non hanno presentato la  documentazione che attesta che sono stati vaccinati. Se si guarda a tutta l’Ats  della Brianza, che comprende 418 asili e 280 nidi, complessivamente  63 hanno presentato gli elenchi. Gli alunni privi di documentazione sono 261 di cui 77 dell’Aast  Monza e 117 dell’Aast Vimercate.

Il commento dell’assessore Gallera

Gallera fa,  ovviamente, un discorso complessivo. «Rispetto ai 717 segnalati alla prima rilevazione fatta alla scadenza dei 10 giorni fissati per legge il numero è aumentato di 1095. Questo significa che la nostra intuizione che le scuole fossero un po’ in ritardo con la comunicazione era esatta. Prendiamo atto di questi nuovi dati che dobbiamo ritenere corrispondenti alle richieste legislative. Da questi desumiamo che il numero dei bambini che hanno deciso di non presentare alcuna documentazione è esiguo rispetto agli oltre 30.000 inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie fino a 6 anni. Ci auguriamo che effettivamente tutti abbiano deciso di far vaccinare i propri figli e non, come sta già capitando in alcuni casi, utilizzino la richiesta di prenotazione come escamotage per ritardare il momento dell’esclusione dalla scuola.

Regione Lombardia annuncia inflessibilità

Gallera però precisa la posizione della Regione. «I nostri centri vaccinali stanno lavorando a pieno ritmo, cercando di convincere e sciogliere i dubbi anche dei genitori più  resistenti. Soprattutto quando questi sono legati a situazioni cliniche complesse del bambino. Ribadisco che saremo inflessibili e bloccheremo tutte quelle azioni dilatorie che hanno l’obiettivo di non vaccinare i figli lasciando che continuino a frequentare la scuola».

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