Cronaca

Nuova tegola giudiziaria per il Celeste: indagato per l'esondazione del Seveso

Il lecchese ex presidente di Regione Lombardia ha ricevuto ieri un'informazione di garanzia.

Nuova tegola giudiziaria per il Celeste: indagato per l'esondazione del Seveso
Cronaca Lecco e dintorni, 05 Settembre 2018 ore 16:05

Nuova tegola giudiziaria per il Celeste.  Il lecchese Roberto Formigoni è indagato per l'esondazione del Seveso. L'ex presidente di Regione Lombardia infatti è chiamato in causa dalla procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sulle esondazioni del fiume avvenute tra il 2010 e il 2014 nell'area nord di Milano. L'ipotesi di reato sarebbe quella di inondazione colposa

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Formigoni indagato per l'esondazione del Seveso

Formigoni è in "buona compagnia". Ieri infatti l'ex numero uno del Pirellone ha  ricevuto, insieme a altre otto persone , un'informazione di garanzia. Con l'avviso è stato notificato anche  e un avviso di conclusione delle indagini. Atto che  prelude di solito alla richiesta di rinvio a giudizio. Con lui anche gli ex sindaci di Milano Giuliano Pisapia e Letizia Moratti. Ma anche  l'ex assessore alla protezione civile (e ora ad ambiente e mobilità) del comune di Milano Marco Granelli e l'ex assessore milanese e ora assessore lombardo alla sicurezza Riccardo De Corato. Quest'ultimo si è detto certo di "aver agito nel rispetto della legge e di aver posto in essere precisi piani d'emergenza che venivano predisposti annualmente dalla Direzione preposta"

L'inchiesta

L'inchiesta, condotta dal pubblico ministero Maura Ripamonti col coordinamento del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, era stata avviata nel 2015 seguendo l'ipotesi di reato di disastro colposo. A indagini concluse agli indagati vengono contestanti danni "a strutture ed infrastrutture pubbliche, imprese, abitazioni", per un totale di 178 milioni di euro.

Condacons parte civile

"Da anni il Codacons si batte per prevenire disastri di tal portata, diffidando la Pubblica Amministrazione affinché si attivi prontamente per tutelare i cittadini" spiega l’associazione. "Se saranno confermate le accuse, ci troveremmo di fronte ad un evidente danno per la collettività. E in particolare per coloro che sono stati lesi dalle esondazioni del Seveso.  In tal senso il Codacons, in rappresentanza dei cittadini e degli utenti, ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento contro gli ex sindaci e l’ex governatore. Vogliamo sostenere le ragioni del l’accusa è chiedere un risarcimento per l’associazione che si batte per la tutela dei cittadini, che non viene adeguatamente attuata".