Nanda ha raggiunto il suo “Bosco”: insieme cucineranno gli uregiatt in cielo

Si è spenta nella notte tra sabato e ieri, domenica,  Fernanda Rusconi, vedova di Vincenzo Longhi, detto Bosco, scomparso nel 2009 a soli 64 anni. La donna era un vero e proprio pilastro della comunità.

Nanda ha raggiunto il suo “Bosco”: insieme cucineranno gli uregiatt in cielo
Lecco e dintorni, 24 Giugno 2019 ore 16:29

La ricetta per riunire così tanta gente tutta insieme la conoscevano solo loro, Nada e Bosco. Sapevano prendere per la gola, aggiungendo una buona dose di simpatia e quel tocco di semplicità che ne hanno fatto una delle coppie più conosciute e amate di Valmadrera. E ora Nanda ha raggiunto il suo amato e insieme cucineranno gli uregiatt in cielo.

Nanda ha raggiunto il suo “Bosco”: insieme cucineranno gli uregiatt in cielo

Si è spenta nella notte tra sabato e ieri, domenica,  Fernanda Rusconi, vedova di Vincenzo Longhi, detto Bosco, scomparso nel 2009 a soli 64 anni. La donna era un vero e proprio pilastro della comunità.  Affabile e generosa, sapeva mettere ogni sua qualità al servizio degli altri. Come succedeva in cucina, dove insieme al marito custodiva i segreti di una delle tradizioni più care ai valmadreresi. I due infatti erano i veri depositari della ricetta degli uregiatt, i tipici ravioli valmadreresi, piatto principe della festa di Sant’Antonio.  Li si vedeva sempre Nada e Bosco, nelle feste organizzate dalle varie associazioni, dietro ai fornelli a cucinare per tutti.

Depositaria delle tradizioni

«La ricetta degli “Uregiatt” viene tramandata nella nostra famiglia di generazione in generazione, di madre in figlia – raccontava  Fernanda qualche anno fa al Giornale di Lecco – Nessuno di noi ha mai cambiato una virgola nella ricetta originale. Ricordo che da piccola guardavo i miei genitori e i miei nonni, che gestivano la trattoria “Bagliotti”, preparare con amore questi ravioli e lì ho imparato. Il ripieno degli “ uregiatt” è molto ricco e contiene almeno sei tipi diversi di carni e salumi. Oggi tutti sono abituati a mangiare ravioli tutto l’anno, ma una volta era un lusso che ci si poteva permettere solo in pochissime occasioni e la migliore era senza dubbio quella della Festa di San’Antonio».

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