Dolore

Morto suicida il dottor De Donno, "papà" del plasma iperimmune contro il Covid. Cordoglio dell'Avis Lecco

Anche i donatori lecchesi hanno condiviso il messaggio di dolore dell'associazione nazionale per una perdita così sconvolgente.

Morto suicida il dottor De Donno, "papà" del plasma iperimmune contro il Covid. Cordoglio dell'Avis Lecco
Cronaca Lecco e dintorni, 28 Luglio 2021 ore 17:03

Anche l'Avis Lecco si è unita al cordoglio dell'Avis nazionale per la scomparsa del dottor De Donno, il "papà" della cura con  plasma iperimmune contro il Covid.  Ieri pomeriggio (martedì 27 luglio) Giuseppe De Donno si è tolto la vita:  è stato trovato nella sua casa di Curtatone, nel mantovano.

Morto suicida il dottor De Donno, "papà" del plasma iperimmune contro il Covid.

De Donno da anni lavorava nel reparto Malattie dell'Apparato Respiratorio dell'ospedale mantovano, nel 2018 era diventato primario del reparto Pneumologia. Ed è stato proprio lì che ha dovuto combattere in prima linea contro il Covid-19 non solo seguendo i pazienti ma anche iniziando a sperimentare l'utilizzo del plasma convalescente in collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia. Un'esperienza, quello che lo ha visto a diretto contatto con la tenebra del Covid, davvero intensa sotto il profilo umano e professionale ma affrontata con lo spirito di un guerriero e mantenendo sempre alta la responsabilità come si conviene a un medico.

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La ricerca sul plasma iperimmune

Agli inizi di giugno arriva poi una notizia, peraltro non inattesa, che vede il dottor De Donno lasciare il Carlo Poma per vestire il camice di medico di medicina generale a Porto Mantovano, operativo a partire dal 5 luglio. Numerose le richieste delle persone che hanno richiesto di diventare suoi pazienti. Negli ultimi tempi sono nati diversi gruppi Facebook in suo sostegno (tra questi «Io sto con il dott. De Donno» e «Giuseppe De Donno un grande Uomo», quest'ultimo conta attualmente 2605 fllower e 2520 mi piace), che era convinto sostenitore della validità del plasma iperimmune nella cura del Covid-19, sottolineando il «suo essere per tutti e senza effetti collaterali».

Progetto interrotto

Lo stesso De Donno aveva lanciato inoltre svariati appelli per la ricerca di donatori a cui poi ha fatto seguito la comunicazione di un'interruzione del progetto a causa di questioni che lo stesso ha definito di natura «burocratica». Una questione, quella del plasma iperimmune, sulla quale, almeno in Italia, è calato il silenzio, mentre negli Stati Uniti, nell'aprile di quest'anno, è apparso nelle linee guida per la cura del Covid-19.

Il cordoglio di Avis Lecco per il dottor De Donno

Come detto anche i donatori lecchesi hanno condiviso il messaggio di dolore dell'associazione nazionale per una perdita così sconvolgente. Poco più di un anno fa, il 19 maggio 2020il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, era stato invitato all’ospedale Carlo Poma per vedere da vicino il percorso del plasma iperimmune, dalla plasmaferesi alla somministrazione delle sacche ai pazienti. Un percorso al quale i donatori avisini stavano contribuendo in modo significativo.

«Sono rimasto profondamente scosso e addolorato da questa notizia – ha commentato Briola – perché quando una persona compie un gesto così tragico è sempre una sconfitta per tutti. Sia per coloro che gli sono stati vicini sia per chi ha strumentalizzato o fomentato inutili e insensate polemiche. De Donno, come tutti noi, ha affrontato l’emergenza sanitaria provando a individuare soluzioni che andassero, con gli strumenti disponibili, ad esclusivo vantaggio dei pazienti. Esattamente quello che un professionista della sanità deve fare con dedizione, nel rispetto della deontologia e dei malati. Oggi è un giorno molto triste nel quale ci deve essere spazio solo per il silenzio e il rispetto. Alla famiglia manifesto la profonda vicinanza mia e di tutta AVIS».