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Mercoledì un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane per le giovani vittime di Crans-Montana

Le scuole italiane si fermano per un minuto di silenzio in ricordo dei sei giovani italiani morti nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, un gesto di memoria e vicinanza alle famiglie.

Mercoledì un minuto di silenzio  in tutte le scuole italiane per le giovani vittime di Crans-Montana

Mercoledì 7 gennaio 2026, in tutte le scuole italiane sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Un gesto semplice ma carico di significato, per ricordare chi ha perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di festa e spensieratezza.

Mercoledì un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane per le giovani vittime di Crans-Montana

Tra le vittime italiane ci sono sei giovani, la maggior parte adolescenti: Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna; Achille Barosi e Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano; Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e residente a Dubai; Riccardo Minghetti, 16 anni, di Roma; e Sofia Prosperi, 16 anni, italo-svizzera di Fino Mornasco  residente a Lugano. Il pensiero va naturalmente alle loro famiglie, distrutte da una perdita così improvvisa e dolorosa.

“In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”.

Il minuto di silenzio è più di un gesto simbolico: è un momento di riflessione per studenti e docenti, un’occasione per fermarsi e pensare a quanto la vita possa cambiare in un attimo e a quanto sia importante coltivare la solidarietà e l’umanità, anche verso chi vive lontano. Una tragedia così, pur lontana geograficamente, tocca da vicino tutti noi, perché ci ricorda la fragilità della vita e l’importanza di ricordare chi non c’è più.