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25 Aprile in quarantena

Mandello: “Libertà. Un concetto a volte abusato, a volte dimenticato ma che ora percepiamo in tutta la sua grandezza”

Fasoli: "Non dimentichiamoci dei sacrifici di questi giorni: abusare della ritrovata libertà potrà farci tornare facilmente indietro e a dover ripartire da capo"

Mandello: “Libertà. Un concetto a volte abusato, a volte dimenticato ma che ora percepiamo in tutta la sua grandezza”
Cronaca Lago, 25 Aprile 2020 ore 15:51

“E’ spettrale commemorare il 25 aprile in solitudine. Questa situazione ci darà però forse tempo per riflettere in una giornata di festa che, con il beltempo, ci avrebbe portato al mare o in montagna.
Un mo mento di riflessione a 75 anni di distanza da quella liberazione ottenuta con il sacrificio, il sangue e la lotta. Libertà. Un concetto a volte abusato, a volte dimenticato ma che ora percepiamo in tutta la sua grandezza, obbligati a fare a meno di parte di essa”. Inizia così il discorso di Riccardo Fasoli, sindaco di Mandello, che oggi ha celebrato il 25 aprile omaggiando i caduti del paese.

 

Mandello: “Libertà. Un concetto a volte abusato, a volte dimenticato ma che ora percepiamo in tutta la sua grandezza”

Oggi proviamo un senso di costrizione e di ingiustizia per essere rinchiusi in casa, limitati nella nostra libertà di muoverci, di divertirci, di fare ciò che vogliamo.
Gli anni precedenti al 1945 videro i nostri nonni, gli stessi che oggi sono messi a dura prova da questo male invisibile, limitati nella libertà di affermare i propri diritti, le proprie opinioni, di vivere e di amare, di credere nel proprio Dio.
In questa nostra pausa obbligata dagli impegni frenetici della vita ordinaria, non possiamo che capire ancor di più quale sia stato il vero sacrificio di quelle generazioni e del grandissimo dono che ci hanno fatto.
Le limitazioni di oggi sono nulla in confronto ma sono altrettanto necessarie per recuperare le nostre libertà. Abbiamo un grande compito:
rispettare le regole ci permette di salvare vite umane nella nostra famiglia, nella nostra comunità.
Per poter riprendere la strada del progresso che conduce al Bene comune, nel quale ogni persona è valorizzata e tutelata in quanto parte di un’universalità che tutti concorrono a migliorare, è fondamentale riconoscere lo stretto legame esistente tra noi e coloro che siamo stati abituati a considerare come estranei alla nostra vita.
Una comunità unita, rispettosa e propositiva può raggiungere un benessere maggiore rispetto al movimento sparso ed individualista dei suoi singoli componenti.
Ognuno di noi ha e avrà il suo ruolo e la sua responsabilità in questa rinascita. Sarà difficile. Saremo tutti più di prima, o forse solo con maggiore consapevolezza, responsabili della salute di tutta la comunità.

Non dimentichiamoci dei sacrifici di questi giorni: abusare della ritrovata libertà potrà farci tornare facilmente indietro e a dover ripartire da capo.
In questa moderna battaglia per la libertà, il ringraziamento più grande va ai nostri moderni eroi, medici ed infermieri dei nostri ospedali, trovatisi dall’oggi al domani a gestire qualcosa di enormemente drammatico. La cicatrice psicologica che questa vicenda lascerà loro è molto simile a
quella di chi visse in prima linea le guerre mondiali.
Non da meno l’impegno e la fatica dei nostri medici di base, dei soccorritori, di tutte le forze dell’ordine impegnate in questi tristi mesi e di tutte le associazioni che hanno dato il loro aiuto alla popolazione.
Nel cuore di tutti noi l’impegno e la dedizione dei volontari della nostra protezione civile e del soccorso degli alpini: silenziosi e sempre presenti
angeli custodi della nostra comunità.
Restare uniti, sorreggerci ed aiutarci è l’unico modo per ricordare, l’unico modo per riprenderci la libertà del nostro tempo, l’unico modo per ripartire.
La commemorazione del 25 aprile non è un inno al passato, ma un richiamo all’unità, alla fratellanza, alla solidarietà, al rispetto reciproco:
E’ un richiamo al vero senso di Libertà.

Viva il 25 aprile, viva la democrazia!