“Puoi prendere per la coda una cometaE girando per l’universo te ne vaiPuoi raggiungere forse adesso la tua metaQuel mondo diverso che non trovavi mai”
Nessuno è riuscito a trattenere le lacrime oggi, mercoledì 25 marzo 2026 quando le note di “E’ per te” di Eros Ramazzotti hanno accompagnato Patrizia Caterisano nel suo ultimo viaggio. Nel pomeriggio l”intera comunità di Valgreghentino si è fermata per tributare un ultimo omaggio alle 50enne residente in paese, dipendente del supermercato Carrefour di Olginate, ritrovata senza vita all’alba di sabato 14 marzo parzialmente riversa nel torrente Grenta a Villa San Carlo, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione.
Tanti, tantissimi, hanno gremito la chiesa parrocchiale di Villa San Calo per portare affetto e vicinanza a mamma Concetta, papà Pietro, ai fratelli Franco e Domenico e a tutti i familiari, nel giorno dell’ultimo saluto.
L’ultimo viaggio di Patrizia Caterisano tra lacrime, ricordi e le note di Eros
Commossa e commovente la celebrazione funebre officiata dal parroco di Valgreghentino don Paolo Ventura con don Arnaldo Zuccotti. “La morte sconcerta sempre, e ancora di più quando colpisce ingiustamente una vita giovane come quella di Patrizia. È una morte prematura che ci disorienta e ci addolora profondamente – ha detto don Paolo durante l’omelia – Nella fede, però, nello sguardo che ci è indicato nel Vangelo, oggi si parla di vita, si annuncia la vita. Si celebra un passaggio oscuro: la morte che apre le porte alla vita piena, alla vita eterna”.
Il sacerdote ha sottolineato che in questi giorni tutta la comunità si è posta una sola domanda: perchè? “E purtroppo a questa domanda nessuno può dare una risposta. Ma il nostro “perché” può diventare un grido rivolto a Dio, se vissuto insieme a Gesù. Sentiamo un grande vuoto, perché Patrizia non è più fisicamente tra noi. Ma questo vuoto ci permette di averla sempre con noi, di ricordarla, di non dimenticare la sua vita. Chiediamo al Signore la forza per affrontare questo momento e di riuscire ad affidarci a Lui. E se nel nostro cuore dovesse nascere rabbia, non allontaniamoci: restiamo con Lui e diciamogli tutto. Il Signore ci ascolta e ci comprende. Forse, ora, il silenzio, le lacrime e la preghiera sono gli atteggiamenti più veri per sostenere il peso di questa perdita. Il silenzio è come una carezza: aiuta l’anima a trovare un cammino di luce anche nell’oscurità. Abbiamo bisogno di silenzio per incontrare Dio anche nel dolore. Per asciugare una lacrima dal volto di chi soffre bisogna unire il nostro pianto al suo. Solo chi ha pianto può davvero consolare. Le lacrime, in fondo, sono una forma silenziosa di preghiera. La comunità cristiana si stringe attorno a voi, cari genitori e familiari di Patrizia. La perdita di una figlia, di una sorella, di una persona così giovane è un evento devastante: vanno in frantumi sogni e progetti, e il mondo sembra crollare. Ogni genitore si aspetta di precedere i propri figli. Sopravvivere a un figlio è come morire con lui, lentamente, ma non meno dolorosamente. Per questo vi siamo vicini e partecipiamo al vostro dolore”.
Una donna conosciuta e stimata la 50enne, come ha ricordato don Poalo: “Di Patrizia ricordiamo la gentilezza, il sorriso, l’accoglienza. Quel modo semplice e sincero con cui si rapportava agli altri. Aveva uno sguardo luminoso, sereno, ed era entusiasta della vita. Questo resta, e questo ci unisce. Nella fede sappiamo che non tutto finisce con la morte: muore il corpo, ma non l’anima. L’affetto e la preghiera restano vie vive per sentirci uniti a chi non vediamo più. La fede ci dice che non dobbiamo cercare tra i morti chi è vivo, perché Cristo è risorto. E allora possiamo credere che Patrizia è stata accolta nell’amore di Cristo. Cara Patrizia, non ci permetti di restare chiusi nel dolore: nelle mani di Dio continui a guardarci con il tuo volto luminoso. Il tuo sorriso resterà nei nostri cuori come fonte di consolazione”.
Al termine del rito il sacerdote ha prestato la voce a Isabel, nipote di Patrizia, che ha scritto uno straziante messaggio per l’amata zia.
“Ciao zietta mia,
se mi conosci sai quanto sia difficile per me essere qui oggi a fare questo. Ma so che, se ci fossi stata tu, mi avresti preso per mano e saresti stata al mio fianco. Anche se il mio cuore è distrutto e le parole non bastano, sento che sei proprio tu a darmi la forza per farlo.Siamo qui tutti per te, perché te lo meriti. È il minimo dopo tutto quello che hai fatto per ognuno di noi. In un attimo le nostre vite si sono spezzate: la mia, quella di papà, dello zio, dei nonni… ma soprattutto la tua.
Sei volata via all’improvviso, dalla tua mamma, dal tuo papà, dalla tua gattina, dalla tua casa. Tu eri così: semplice, fatta di piccole cose che ti riempivano il cuore. Amavi la vita, l’amore, la felicità. Nonostante tutto quello che hai passato, sei andata avanti con coraggio, e ce l’hai fatta, zia. Sei stata una forza per tutti, ma soprattutto per te stessa.
C’eri sempre per tutti. Anche quando eri stanca, bastava una chiamata e tu correvi ad aiutare. Sapevi ascoltare, sapevi esserci. Ti sei fatta amare da tutti, e oggi ne è la prova. Era impossibile non amarti: dove c’eri tu c’era festa, allegria, il tuo sorriso, i tuoi capelli rossi e il tuo profumo che ancora sento.
Sei stata una zia meravigliosa. Il nostro legame andava oltre quello tra zia e nipote. Porterò sempre con me i momenti passati insieme, le risate, le giornate dalla nonna.
Grazie per essere stata la mia zia, per aver fatto parte della mia vita fin dal primo momento, e per aver voluto bene anche a Gabriel con lo stesso amore. Spero di averti fatta sentire amata, come tu hai sempre fatto con me.
Voglio immaginarti felice, insieme al tuo grande amore, finalmente in pace. Papà e lo zio ti hanno sempre amata e protetta: eri un punto di riferimento, eri vita.
Avrei mille cose da raccontare di noi, ma le custodirò nel mio cuore, dove ora ci sei anche tu. Io continuerò a vivere anche per te e ti porterò sempre con me.
Proteggici, soprattutto i nonni. Restaci vicina e non lasciarci mai.
Ti amiamo. Fai buon viaggio e riposa in pace, zietta mia”
Mario Stojanovic

