L’ultimo scampolo d’estate non fa bene alla qualità dell’aria: cappa sul Lecchese. Dal primo ottobre stop ai diesel euro 3

Ecco cosa cambierà nei comuni lecchesi.

L’ultimo scampolo d’estate non fa bene alla qualità dell’aria: cappa sul Lecchese. Dal primo ottobre stop ai diesel euro 3
Lecco e dintorni, 16 Settembre 2019 ore 12:16

Sole, caldo e una estate che (fortunatamente) non ci ha ancora abbandonato. Ma il bel tempo che sta caratterizzando questo settembre, purtroppo, ha anche degli aspetti decisamente negativi, a partire da quelli sulla qualità dell’aria. Dopo un periodo “di buona”, sopra il nostro territorio è tornata a insistere una cappa di smog. Nessuno si salva, dall’Alto lago alla Brianza i dati non sono incoraggianti e ancora.

L’ultimo scampolo d’estate non fa bene alla qualità dell’aria: cappa sul Lecchese

Al momento le polveri sottili, pm10 e pm2.5 sono ancora sotto controllo, a ma a incidere negativamente è la quantità di ozono. Ovunque da nord a sud del Lecchese sono stati registrati sforamenti.  Ecco i dati

Lecco

Oggiono

 

Bellano

Casargo

Merate

Casatenovo

Calolzio

Calusco

Dal primo ottobre stop ai diesel euro 3

Ricordiamo che dal primo ottobre scatterà lo stop dei diesel euro 3. Clicca qui per capire cosa cambia nei comuni lecchesi

L’inquinante

L’ozono (O3) è un inquinante secondario con caratteristiche particolari: non è emesso praticamente da alcuna sorgente ma si forma in atmosfera attraverso un insieme di reazioni che coinvolgono la radiazione solare, biossido d’azoto (NO2), ossigeno (O2) e composti organici volatili (COV). Anche per questo inquinante, il bacino padano risulta un territorio particolarmente sfavorito: le condizioni meteorologiche estive – con forte irraggiamento solare – e la limitata velocità del vento determinano spesso importanti accumuli dei precursori e, di conseguenza, la formazione di ozono, che raggiunge concentrazioni tra le più alte in Europa.

Le fonti

Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, la principale fonte in Lombardia è ancora una volta il trasporto su strada (54%), in particolare diesel, seguito dalla combustione industriale (17%) e dalle attività di produzione di energia elettrica. Anche i COV sono in parte di origine antropica, in relazione all’uso dei solventi e ai processi produttivi e ai trasporti. Vi sono poi le emissioni agricole e le non meno trascurabili emissioni naturali delle foreste, che rendono la lotta contro questo inquinante ancora più complessa.

Come andrà nei prossimi giorni?

Eccole previsioni di Arpa sul fronte inquinamento:

“Oggi e domani flusso nordoccidentale in quota, associato ad un’ampia depressione in transito a nord delle Alpi verso sudest: in Lombardia condizioni meteorologiche neutre o favorevoli alla dispersione delle poveri sottili per via dell’aumentata ventilazione e del buon soleggiamento diurno, ma ancora favorevoli alla produzione ed all’accumulo di inquinanti secondari. Da mercoledì ingresso da est della massa d’aria più fresca in discesa verso i Balcani: dalle ore centrali sostenuta e a tratti forte ventilazione dai quadranti orientali su tutta la pianura e progressivo calo delle temperature, più sensibile nella giornata di giovedì. Dalla mattina di mercoledì passaggio a condizioni ovunque favorevoli alla dispersione, che si manterranno per buona parte della giornata di giovedì”.

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