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Living Land diventa internazionale e parte per l’Europa

"Con questo nuovo progetto ci siamo posti l’obiettivo di trasformare queste esperienze in patrimonio culturale del territorio e non solo"

Living Land diventa internazionale e parte per l’Europa
20 Ottobre 2019 ore 10:24

Living Land, grazie al suo indiscusso valore educativo, è stato inserito nei Piani di zona 2018-2020 e finanziato attraverso gli Ambiti Distrettuali di Lecco e Bellano e a partire dal primo settembre ha assunto anche una dimensione internazionale.

Living Land Europe

Avviato nel 2015 all’interno del bando “Welfare in Azione” della Fondazione Cariplo, si è affermato come punto di riferimento per adolescenti e giovani, accompagnandoli in questo passaggio attraverso esperienze pre-lavorative, lavorative e d’impegno sociale. Dal primo settembre ha anche assunto una dimensione internazionale. “Living Land Europe”, immaginato all’interno del Consorzio Consolida, è infatti stato approvato nel contesto del programma “Erasmus+”, avrà una durata di due anni e vede cinque enti coinvolti da Olanda, Portogallo, Croazia e Polonia, che affiancheranno il territorio di Lecco, nella realizzazione di obiettivi molto ambiziosi.

Il progetto

Il cuore di questo progetto prevede una raccolta di buone pratiche sul tema dei NEET all’interno dell’Unione europea, la promozione di un modello di occupazione accessibile e replicabile sul tema dei giovani, la produzione di linee guida e raccomandazioni per le politiche giovanili, il rafforzamento di un network transnazionale di organizzazioni, la creazione di un modello nazionale accessibile e replicabile, la realizzazione di un kit per operatori sociali che lavorano con i giovani da usare nelle organizzazioni del terzo settore e nella pubblica amministrazione e infine la sensibilizzazione sulle strategie non formali realizzate localmente.

Un esempio di successo

“Fondazione Cariplo ha lanciato nel 2014 una sfida con il progetto “Welfare di Comunità e Innovazione sociale”, quella di contribuire a innovare l’attuale sistema di welfare – ha detto Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo –  Il progetto Living Land è un esempio di successo: oltre 3.000 ragazzi sono stati coinvolti in tre anni in esperienze lavorative e in attività di impegno sociale grazie all’attivazione delle organizzazioni della rete, delle aziende e della comunità, un numero davvero alto che riempie di orgoglio e ottimismo. Inoltre l’esportabilità in ambito europeo del progetto è senza dubbio un grande valore: abbiamo creduto sin dall’inizio in questa avventura che ora sta tracciando un modello replicabile e da valorizzare”.

Trasformare le esperienze in patrimonio culturale

“I ragazzi rappresentano un enorme potenziale per sé e per il territorio: Living Land ha sprigionato risorse e ha reso i ragazzi consapevoli di possederle – spiega Eleonora Cortesi, responsabile di Living Land –. Abbiamo però bisogno di andare al di là della singola esperienza attivata, di credere che serve un processo, uno spazio e un tempo di educazione al lavoro e alla cittadinanza per i giovani che venga pensato e alimentato da tutti i soggetti della comunità. Con questo nuovo progetto ci siamo posti l’obiettivo di trasformare queste esperienze in patrimonio culturale del territorio e non solo, guardando in modo intenzionale allo sviluppo a lungo termine delle politiche giovanili”.

Fondo Living Land

Molto soddisfatto anche Mario Romani Negri, Presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese: “La Fondazione ha sostenuto fin dall’inizio il progetto e ancora oggi è attiva una collaborazione fattiva che si esprime attraverso il Fondo Living Land. I risultati sin qui ottenuti dal Fondo sono estremamente positivi, avendo raccolto oltre 1.600.000 euro di donazioni in poco più di quattro anni. Non possiamo che essere sinceramente contenti che il territorio lecchese possa esportare le buone pratiche costruite nel corso degli anni in tema di NEET e confrontarsi con modelli diversi che rappresenteranno un arricchimento per le nostre politiche giovanili”.