Lettera aperta degli ex dipendenti Filca “Vi raccontiamo il nostro travaglio”

"L’unico modo possibile per manifestare il nostro coinvolgimento sarà quello di essere silenziosamente presenti fuori dal Tribunale di Lecco il giorno 13 dicembre"

Lettera aperta degli ex dipendenti Filca “Vi raccontiamo il nostro travaglio”
Lecco e dintorni, 11 Dicembre 2017 ore 10:15

Un vero e proprio tavaglio quello vissito dagli ex dipendenti Filca.  in vista della decisiva udienza del 13 dicembrehanno  inviato una lettera aperta al Presidente del Tribunale di Lecco e al Gionale di Lecco. Una missiva   nella quale si evidenziano le pesanti ricadute dell’eventuale revoca del Concordato Filca sulle loro famiglie.

Il declino della Filca

Ecco il testo integrale della lettera firmata dal  Comitato degli Ex Dipendenti Filca

Egregio Presidente del Tribunale di Lecco, dottor Ersilio Secchi,

noi dipendenti di Filca Cooperative società cooperativa in Concordato Preventivo, tutti oramai ex, Le scriviamo queste poche righe per esternarLe il forte stato di disagio e di apprensione che stiamo vivendo e per sensibilizzarLa sulla situazione che ci riguarda.

Ci permettiamo di illustrarLe, brevemente, le tappe che hanno determinato tale situazione.
Filca Cooperative, un’azienda di oltre 100 dipendenti, per 35 anni è stata leader in Lombardia nell’edilizia residenziale ed ha consentito a quasi 18.000 famiglie di accedere alla casa in proprietà.
Per noi dipendenti era motivo di orgoglio lavorare per un’Azienda di successo, conosciuta per la qualità assicurata delle sue biocase, e che otteneva riconoscimenti anche grazie alla nostra abnegazione al lavoro.

La crisi

Ad inizio 2015, la nostra Società, ha cominciato ad accusare gli effetti della peggiore crisi economica della storia, che è iniziata nel 2008 e che, dicono, sia finita in questi giorni. Una crisi devastante, seconda solo alla grande depressione del ’29, che ha colpito in particolare il settore immobiliare.
La strategia adottata dagli Amministratori di Filca è stata inizialmente indirizzata verso una ristrutturazione dei debiti aziendali per cui si è fatto ausilio di advisor esterni, all’uopo nominati, per individuare soluzioni in un’ottica di risanamento finanziario in continuità aziendale, che vedeva il ricorso agli ammortizzatori sociali per evitare tagli al personale e al supporto delle banche coinvolte nella “crisi del Gruppo Filca”.

La finanza ponte

Però, dopo quasi un anno di serrate trattative con gli istituti di credito, il previsto apporto con la “finanza ponte” non si concretizzava e il Piano passava da una ristrutturazione e rilancio dell’attività in continuità a un’ordinata dismissione del patrimonio immobiliare delle cooperative associate, senza continuità aziendale. In questo travagliato anno non ci siamo scoraggiati e abbiamo continuato a lavorare, giorno dopo giorno, anche quando gli stipendi tardavano o venivano erogati parzialmente o, in alcuni mesi, non erogati affatto.
Ci siamo impegnati attivamente perché credevamo nella possibilità di uscire dalla crisi ed eravamo determinati a contribuire al positivo risultato finale.

Il preconcordato

Abbiamo iniziato a prendere coscienza del fatto che a seguito del piano di ordinata dismissione, imposto dalle banche, sarebbero stati risolti i nostri contratti di lavoro.
Nel luglio del 2016, nonostante la costanza, i sacrifici ed il lavoro profusi da parte di tutta la struttura, Filca approdava inevitabilmente all’istanza di preconcordato.
Ognuno di noi, comunque, sino all’ultimo giorno di lavoro, ha attivamente collaborato per favorire l’omologa del Concordato Preventivo che, con un apporto di oltre 5 milioni di euro di nuova finanza da parte delle banche rappresenta l’unica possibilità per noi dipendenti di veder riconosciuto il 100% del nostro credito. Percentuale che si ridurrebbe molto più che drasticamente in caso di revoca del concordato e fallimento di Filca, in quanto l’apporto di 5 milioni di euro verrebbe ovviamente meno.

Concordato preventivo

Dalle ultime allarmanti comunicazioni pervenuteci dai Commissari Giudiziali, abbiamo compreso che la decisione che verrà presa mercoledì 13 p.v. dallo spettabile Tribunale di cui Lei è Presidente, sarà cruciale e inciderà positivamente o negativamente in modo determinante sul nostro futuro.
Siamo molto preoccupati perché una decisione di revoca dell’ammissione al Concordato Preventivo (e il conseguente fallimento di Filca Cooperative), avrebbe una ricaduta sociale pesantissima che investirebbe in pieno la fascia più debole dei creditori e cioè:
noi ex dipendenti, e di conseguenza le nostre famiglie, che non riceveremmo più le spettanze arretrate, con conseguente aggravio di una condizione economica già messa a durissima prova e difficile da risanare, dovendo oltretutto far fronte alle difficoltà di ricollocazione nel mondo del lavoro (si tenga altresì conto che la media dell’età di noi ex dipendenti Filca è molto alta);
i soci delle cooperative, che hanno investito i risparmi di una vita per l’acquisto di una casa, in quanto il fallimento di Filca renderebbe ancor più difficile il processo di liquidazione delle cooperative affiliate.

Sia fatta giustizia

Non siamo in grado, non avendone le competenze, di entrare in merito a complicate questioni di diritto, e non è nemmeno nostra intenzione farlo perché crediamo nella giustizia e in uno Stato di diritto, come è il nostro, ci sentiamo tutelati e abbiamo fiducia nei Giudici chiamati a decidere delle nostre sorti.
Ci permettiamo “solo” di richiamare alla Sua attenzione ed alla Sua sensibilità di Persona il profilo umano di tutta questa complicata vicenda, chiedendoLe di valutare la “Procedura Filca” tenendo conto anche dell’inevitabile ricaduta sociale.
Oltre a questa nostra, l’ultimo e l’unico modo possibile per manifestare il nostro coinvolgimento sarà quello di essere silenziosamente presenti fuori dal Tribunale di Lecco il giorno 13 dicembre.
Fiduciosi nell’operato del Tribunale, La ringraziamo per l’attenzione accordataci e porgiamo un cordiale saluto.

Il Comitato degli ex dipendenti di Filca Cooperative

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