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Sindaco e prevosto all'Airoldi e Muzzi

“L’equazione Rsa uguale a luogo di morte per la pandemia è pericolosa e non sempre vera”

Don Davide: "La cura non è solo un atto professionale quando esprime amore, quando riconosce davanti a sè non un protocollo, un numero, ma una persona!"

Cronaca Lecco e dintorni, 12 Maggio 2020 ore 12:40

 

“In questi mesi di è diffusa un pericolosa equazione: Rsa uguale luogo di morte per la pandemia. Non è sempre vero” Parole importanti quelle pronunciate oggi dal prevosto di Lecco monsignor Davide Milani che insieme al sindaco Virginio Brivio si è recato davanti alla Madonna di Luordes custodita nella cappelletta all’interno della casa di riposo Airoldi e Muzzi di Lecco. Con loro anche il presidente Giuseppe Canali,  il parroco di Acquate e il cappellano della Rsa che hanno affidato alla Madre di Dio tutti gli ospiti e i personale degli Istituti

“L’equazione Rsa uguale a luogo di morte per la pandemia è pericolosa e non sempre vera”

“Sì,  nelle Rsa si muore – ha detto don Milani Anche qui ci sono state delle vittime, ma questo resta un luogo di cura”. E cosa è la cura? “La cura è un tratto umano è quell’esercizio spirituale che unisce la terra al cielo, che non ci lascia soli , che ci fa sperimentare legami che possono spezzare la paura di fronte all’ignoto e all’inspegabile. La cura non è solo un atto professionale quando esprime amore, quando riconosce davanti a sè non un protocollo, un numero, ma una persona! Questo luogo per noi è testimonianza e stimolo ad andare avanti, a rinascere. Affidiamo quindi la comunità, gli anziani ospiti e tutti gli anziani di Lecco”.

Il presidente Giuseppe Canali

Il presidente Canali ha ringraziato tutti i presenti.  “Negli ultimi mesi ci sono stati particolati che ci hanno visto vivere una sofferenza immensa. La cerimonia di oggi ci dà un grande incoraggiamento. Tutti hanno operato al massimo delle proprie possibilità, ma  ci sono tanti morti”.

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“Il mese di maggio, mese mariano, ci dà speranza e i dati sono buoni. Questo istituto  ha bisogno della vicinanza di tutta la città, abbiamo bisogno di tornare alla normalità  per fare in modo che gli ospiti possano vivere sereni. Anche in questi momenti difficili abbiamo trovato un modo per stare vicino alle famiglie, soprattutto con la tecnologia, e questo è stato importante. Siamo ancora in 300, avviamo 50 posti liberi. Penso che la professionalità di medici e infermieri consentirà di far entrare nuovi ospiti con sicurezza” .