«Non è in ogni caso accettabile essere ostaggio della paura in casa propria, e di fronte alla paura pensare che sia giusto smettere di vivere o non far vivere i nostri figli». Il sindaco di Lecco Filippo Boscagli interviene con parole nette dopo le ore di allarme che hanno attraversato la città, alimentate dalla circolazione sui social di messaggi relativi a presunte violenze e devastazioni che, precisa il primo cittadino, sono completamente falsi. Nella mattinata di oggi, insieme all’assessore Marco Caterisano ha girato per la città passando in rassegna i luoghi potenzialmente più a rischio dove al momento sono scherate le forze dell’ordine.
Lecco presidiata, Boscagli: «Non dobbiamo essere ostaggio della paura»
«Bella notte sono stati diffusi messaggi in merito a violenze e devastazioni, completamente falsi arrivando agli incredibili stupri di massa, o viale Turati in fiamme. Tutte comunicazioni nate da alcuni messaggi social diventati facilmente virali in seguito agli eventi (quelli sì veri) di Milano e Torino. Da una legittima preoccupazione per le immagini viste, l’idea che questo avvenga a Lecco ha generato una psicosi ed un panico oggi difficilmente giustificabile» sottolinea Boscagli in un messaggio che si sta diffondendo di telefono in telefono in città.
Nel pomeriggio si è riunito il Comitato di Pubblica Sicurezza, al quale hanno partecipato i responsabili della sicurezza cittadina, dal prefetto alla Questura, passando per Carabinieri e Guardia di Finanza. Al termine dell’incontro è stato confermato un rafforzamento dell’attenzione sul territorio lecchese sia per oggi che per i prossimi giorni.
Una presenza delle forze dell’ordine che, osserva Boscagli, è già di per sé motivo di preoccupazione quando si rende necessario impiegare uomini e risorse per prevenire possibili comportamenti violenti da parte di gruppi di giovanissimi.
«Di per sé è già doloroso dover constatare l’impegno e l’impiego di forze dell’ordine per monitorare la pericolosità sociale di gruppi di ragazzini. Se succedesse realmente qualcosa, questi giustamente pagheranno i reati di cui si macchieranno, ma anche questo è responsabilità di Forze dell’Ordine e Magistratura. Ed è anche giusto pretendere che ognuno di noi possa vivere sereno senza preoccuparsi della propria incolumità».
Il messaggio del primo cittadino, tuttavia, va oltre la necessità di distinguere le notizie vere dalle voci infondate. Il punto, sottolinea, è evitare che la paura finisca per condizionare la vita quotidiana, impedendo ai ragazzi di andare a scuola, incontrare gli amici e frequentare liberamente la città.
«Il peggior messaggio che si possa dare in un contesto di emergenza educativa è l’ammissione che ci sia qualsivoglia forma di violenza e sopruso che venga prima dell’opportunità di andare a scuola, di trovarsi con gli amici, di girare liberamente», afferma Boscagli.
Il sindaco precisa che questo non significa ignorare i rischi o rinunciare alla prudenza, ma affrontare le diverse situazioni con equilibrio, senza permettere che il timore di possibili episodi violenti paralizzi la comunità.
«Questo non vuol dire non avere la giusta prudenza in base alle diverse situazioni e posti in cui ci troviamo – o eventualmente da evitare – e nemmeno pensare che non ci possano essere realmente episodi di violenza. Ma è evidente, con la certezza di avere al proprio fianco una intera comunità, che i luoghi a cui teniamo (scuole, negozi, e soprattutto Istituzioni) e dove si svolgono le nostre vite vanno difesi, anche con solo con la propria presenza».
Una presenza che stamattina sindaco e assessore come detto hanno garantito. Intanto al momento, sebbene non vi siano stime ufficiali, sembra che più della metà degli studenti delle scuole lecchesi oggi abbia disertato le aule.