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L’acero oscura la vista, il Tribunale ordina l’abbattimento e scoppia la protesta: taglio, per ora, rinviato

L’albero si trova nel giardino condominiale del Residence Boldona e si attende di capire quale sarà il suo futuro

L’acero oscura la vista, il Tribunale ordina l’abbattimento e scoppia la protesta: taglio, per ora, rinviato
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Un acero alto circa dieci metri, cresciuto nel giardino condominiale , le oscurerebbe la vista e ridotto la luminosità del suo appartamento. Da qui la decisione di rivolgersi al tribunale e, dopo una lunga controversia con gli altri proprietari, la vittoria in giudizio: l’albero dovrà essere abbattuto. Protagonista della vicenda è una donna di 71 anni residente a Milano, proprietaria di una casa per le vacanze a Dervio, all’interno del Residence Boldona.

L’acero oscura la vista, il Tribunale ordina l’abbattimento e scoppia la protesta: taglio, per ora, rinviato

La pianta, fino a sabato, era al suo posto, anche se sarebbe dovuta essere abbattuta l’8 ottobre: il taglio era stato rinviato al giorno dopo per maltempo ma né venerdì né sabato gli operai si sono visti. Tutti attendono di capire cosa accadrà lunedì per capire se lo stop dei giorni scorsi sia legato a questioni organizzative oppure se abbia pesato il clamore suscitato dalla notizia, accompagnato dalla mobilitazione di residenti e cittadini contrari all’abbattimento.

L’appello dei cittadini che si sono mobilitati per evitare l’abbattimento

La vicenda affonda le radici nel passato. La donna aveva acquistato l’appartamento al primo piano nel 1982. All’inizio degli anni Duemila, nel giardino comune del residence era stato piantato un acero che, con il passare degli anni, aveva raggiunto dimensioni tali da diventare motivo di scontro tra la proprietaria e il condominio. Le prime contestazioni risalgono al 2014, quando la villeggiante aveva iniziato a lamentare che la crescita dell’albero compromettesse la vista sul parco condominiale e limitasse l’ingresso di luce e aria nella sua abitazione. In un primo momento, l’amministratore dell’epoca avrebbe assicurato che le dimensioni della pianta sarebbero state tenute sotto controllo attraverso interventi periodici di manutenzione. Le rassicurazioni, tuttavia, non sono bastate a risolvere il problema.
Nel luglio 2023 la donna, tramite i propri legali, aveva inviato una diffida al condominio, senza ottenere il risultato sperato. Anche il successivo tentativo di mediazione non aveva portato a un accordo, rendendo necessario il ricorso alla giustizia. Con la sentenza numero 507 del 23 ottobre 2025, il Tribunale di Lecco ha dato ragione alla proprietaria, riconoscendo le ragioni alla base della sua richiesta. La giudice Marta Paganini, della prima sezione civile, ha ritenuto che la presenza dell’acero “pregiudica l’affaccio e toglie aria e luce all’appartamento”. La decisione non riguarda soltanto il diritto di godere della vista sul verde. Il tribunale ha infatti richiamato anche l’articolo 1102 del Codice civile, relativo all’utilizzo delle parti comuni, ritenendo che la presenza dell’albero limiti la possibilità per la donna di usufruire pienamente del giardino condominiale, diversamente dagli altri proprietari.