Incendio Como: è morta anche la quarta figlia

Si è trattato di omicidio suicidio, morta anche l'ultima sopravvissuta.

Incendio Como: è morta anche la quarta figlia
20 Ottobre 2017 ore 21:10

E’ morta anche la bambina di cinque anni. La terribile notizia è arrivata in serata: anche l’unica superstite della terribile tragedia di Como non ce l’ha fatta. La bimba era stata trasportata in un primo momento a Cantù, in condizioni gravissime, ed è stata poi trasferita in ambulanza all’ospedale Buzzi di Milano. Aveva dato qualche segno di ripresa ma purtroppo non ce l’ha fatta.

I volti della tragedia

Dal profilo Facebook di Faycal Haitot i volti dei bambini morti tragicamente in mattinata. In un post condiviso di recente, l’uomo aveva scritto: “Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima”.

I nomi delle bimbe

Le piccole, morte nell’incendio, si chiamavano Saphina Sahar e Sophia.

Ha appiccato lui le fiamme

Sarebbe confermata l’ipotesi di omicidio suicidio nella vicenda dell’incendio a Como che questa mattina ha sconvolto il capoluogo.

Infatti, sarebbe stato il padre, Faycal Haitot, classe 1968, ad appiccare le fiamme all’interno della propria casa. Un gesto che lo ha portato alla morte trascinando con sé tre dei suoi quattro figli: le piccole di 3 e 7 anni e il bambino di 11 anni. In gravissime condizioni combatte tra la vita e la morte la piccola di 5 anni trasferita alcune ore fa al Buzzi di Milano.

Incendio Como: si tratta di omicidio suicidio

Dopo che i vicini di casa hanno dato l’allarme sentendo odore di fumo nella palazzina di via per San Fermo a Como, sono arrivati in massa i Vigili del Fuoco. Da quanto accertato però il loro ingresso nell’appartamento all’ultimo piano sarebbe stato difficoltoso ed è stato necessario sfondare la porta per accedervi. Una volta entrati i pompieri si sono ritrovati in una casa satura di fumo.

Le parole della Questura

“Le ragioni del gesto sarebbero da ricondursi alla difficile situazione in cui è piombato il nucleo famigliare dopo l’allontanamento della madre, presa in carico dai Servizi Sociali del Comune di Como a causa delle precarie condizioni psichiche e inserita in una struttura di recupero”.

“Erano distesi sul letto”

L’ANSA riporta un’intervista ad uno dei soccorritori: “Li abbiamo trovati tutti nella stessa stanza, distesi su un grande letto. Erano tutti su un letto matrimoniale che era stato allungato avvicinando due materassi uno sopra l’altro a formare una unica grande zona per dormire. Nessuno presentava evidenti bruciature”.

Le parole del vescovo di Como

In merito al drammatico evento accaduto questa mattina a Como, il vescovo monsignor Oscar Cantoni desidera esprimere il proprio cordoglio. “È difficile trovare le parole in queste circostanze – afferma il vescovo Oscar -. È una tragedia che ci unisce, nel dolore, come comunità umana. Sono persone che sentiamo come a noi familiari: nella parrocchia di Monte Olimpino avevano trovato un aiuto fondamentale attraverso la fraternità di tanti volontari. Siamo vicini a questa famiglia e a tutti coloro che stanno soffrendo per una vicenda tanto drammatica, una tragedia che ci sgomenta”.

 

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