La finestra di Marco Calvetti

In una notte crudele Beatrice torna nelle tenebre

"Una esistenza nel segno della generosità e dell'altruismo non ti affranca dal morso della morte  e non rincuora e conforta i suoi genitori, già provati"

In una notte crudele Beatrice torna nelle tenebre
Lecco e dintorni, 03 Novembre 2020 ore 12:49

Di Marco Calvetti

Si può ancora morire prigioniera nell’auto di un amico con il quale aveva consumato scampoli di spensieratezza. Pochi attimi e le vite si spezzano (della morta e dei vivi) e tolgono il respiro all’intera orbita della tua comunità più vicina e familiare.

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L’alcoltest suona come la condanna, una sentenza pronunciata sulla strada, oscura per le tenebre, ancorchè chiara la dinamica.

Non aveva ancora 20 anni Beatrice e teneva fama di essere la più prudente del gruppo.

Si offriva alla guida quando i compagni le sembravano un po’ su di giri, ma il destino non fa sconti e non stacca bonus, quando decide di essere crudele.

Una esistenza nel segno della generosità e dell’altruismo non ti affranca dal morso della morte  e non rincuora e conforta i suoi genitori, già provati.

Indro Montanelli, con il quale ho avuto l’onore di lavorare a distanza non sociale, raccontava che non aveva mai voluto un figlio (a parte la controversa del tutto anomala pagina africana) perchè non avrebbe sopportato lo squillo del telefono infrangere il silenzio della notte o peggio del campanello di casa con il Carabiniere vestito da tragedia.

Lustri di professione alle spalle mi hanno posto davanti a situazioni drammatiche, magari simili fra loro, ma sempre differenti nella loro unicità. Non è giusto accompagnare al cimitero chi hai generato e pure ogni anno  le statistiche si incaricano di appesantire i bilanci e mai che si trovi qualche soluzione operativa per alleviarli.

Sono astemio, ma so che nulla significa, se non che mi prende una sorta di ebbrezza al rovescio, una vertigine immotivata quando nei referti leggo il tasso di alcolemia.

Sarà anche che nel clima di fragilità diffusa, polarizzato dal Covid, pare che il fiume delle altre disavventure scorra lontano, e invece sulle rive dell’Adda a poche centinaia di metri da casa sua Beatrice viene ghermita dal fato: troverà sepoltura e fors’anche la pace ma a me il senso in ingiustizia e il groppo in gola salgono come mai mi era accaduto.

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