Dolore

L’insegnante di Bea: “Il peggio è sapere che non ci sorriderai più, che non sarai la magnifica donna che saresti diventata”

"Per quanto breve è stato, per quanto ingiustamente interrotto, questo tuo passaggio non è stato vano. Ognuno di noi ha goduto di te, della tua bella persona".

L’insegnante di Bea: “Il peggio è sapere che non ci sorriderai più, che non sarai la magnifica donna che saresti diventata”
Lecco e dintorni, 03 Novembre 2020 ore 11:33

“Da ore cerco le parole, ma non le trovo. Perdonami Beatrice. Io, che di mestiere tentavo di insegnartene il mistero, ora ne sono sopraffatta”. Non c’è niente da spiegare. Non c’è niente da capire. Ma soprattutto non c’è niente da aggiungere alle parole di Francesca Negri, ex insegnante di Bea, la 19enne di Olginate scomparsa  nella notte di domenica 1 novembre 2020, nel drammatico incidente stradale avvenuto a Valgreghentino. Se la  morte di Beatrice Francesca Ceraudo, prima studentessa del Bertacchi di Lecco e poi della Facoltà di Pedagogia, ha squarciato il cuore di quanti avevano avuto la fortuna di percorrere con lei un pezzo di strada, è altrettanto vero che la sua vita ha lasciato un segno, profondo, indelebile che non verrà cancellato.

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L’insegnante di Bea: “Il peggio è sapere che non ci sorriderai più, che non sarai la magnifica donna che saresti diventata”

 

Cerco un filo, un senso, un discorso logico da offrirti, da offrirci, per ridare una parvenza di accettabilità a quanto è successo. Di accettabile, però, non c’è nulla. C’è solo l’amara consapevolezza che siamo davvero come le foglie. E non serve nemmeno essere soldati.
Ti penso. Ti vedo, Beatrice. Prima ragazzina, poi quasi donna. Vedo il tuo sorriso genuino, la tua dolcezza innata, la tua capacità di essere brava senza vantartene, in silenzio, con discrezione. Ci hai lasciati nel momento peggiore. No. Non è vero. Ogni momento sarebbe stato il peggiore, perché il peggio è sapere che non ci sorriderai più, che non sarai la magnifica donna che saresti diventata.
Eppure, per quanto breve è stato, per quanto ingiustamente interrotto, questo tuo passaggio non è stato vano. Ognuno di noi ha goduto di te, della tua bella persona. La tua bellezza ci ha dato la gioia e questo è stato tanto. È stato un dono. Vivere la vita ogni attimo, averne cura, per sé, per gli altri. Questo faremo. Anche per te, Beatrice. Soprattutto per te, nostra piccola, tenera Beatrice.

 

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