Il rettore del Collegio Volta nella bufera: don Cristiano contro Salvini

Don Cristiano: "Secondo Libero l'85% dei cattolici è fedele a Salvini. La buona notizia è che un buon 15% è rimasto fedele al Vangelo".

Il rettore del Collegio Volta nella bufera: don Cristiano contro Salvini
Lecco e dintorni, 26 Agosto 2018 ore 16:29

Il rettore del Collegio Volta contro Salvini. Ha scatenato un vero e proprio “putiferio virtuale” il tweet di don Cristiano Mauri, che dal primo ottobre del 2015 è il rettore del Collegio Volta di Lecco, contro il Ministro dell’interno Matteo Salvini.

Il rettore del Collegio Volta nella bufera: don Cristiano contro Salvini

Nei giorni scorsi infatti il sacerdote lecchese, commentando il titolo del quotidiano Libero ha “cinguettato: “Secondo Libero l’85% dei cattolici è fedele a Salvini. La buona notizia è che un buon 15% è rimasto fedele al Vangelo”

Un post che ha suscitato  centinaia di reazioni in rete sia “contro” che a favore.

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Il tweet di don Cristiano è stato talmente commentato, e per altro con toni estremamente forti, che è stato poi lo stresso sacerdote lecchese a prendere nuovamente posizione cercando di smorzare i toni di chi, evidentemente aveva travalicato i limiti di educazione e buon gusto.

 

Chi è don Cristiano

Nato a Lecco l’8 settembre 1972, don Cristiano è cresciuto nella parrocchia di Maggianico e ha studiato proprio al Collegio Volta, per poi laurearsi in Ingegneria Gestionale nel 1998 al Politecnico di Milano, prima di scegliere la strada della vocazione sacerdotale che lo ha portato all’ordinazione l’11 giugno 2005. Il suo primo incarico fu di vicario parrocchiale Meda. Appassionato di scrittura è anche l’autore di un blog che si intitola La bottega del Vasaio.

I precedenti: mons Ravasi e la rivisitazione del Vangelo

Non è la prima volta che esponenti del mondo ecclesiastico lecchese prendono posizione, più o meno esplicitamente contro l’attuale Ministro degli Interno e contro le “sue” politiche migratorie. Il primo, e forse il più autorevole, era stato monsignor Gianfranco Ravasi. A giugno, nel pieno del polverone sulla vicenda Aquarius, l’alto prelato originario di Osnago e cittadino onorario di Merate era intervento con un tweet sollevando non poche polemiche. “Ero straniero e non mi avete accolto” . Questo tweet, una “rivisitazione” del Vangelo secondo Matteo che costò al numero uno del Pontifico Consiglio della Cultura una valanga di vili e meschini insulti.

 

 

Don Giorgio de Capitani

Poi fu la volta di don Giorgio de Capitani. “Buttiamo fuori i leghisti dalle chiese” aveva tuonato, sempre a giugno, il sacerdote residente a La Valletta Brianza. Le sue forti dichiarazioni, mandate in onda durante la trasmissione di Radio 24  La Zanzara, condotta da Giuseppe Cruciani con la collaborazione di David Parenzo, avevano suscitato altrettanto forti reazioni. Addirittura lo stesso Salvini aveva replicato: “Pregate per questo prete, ne ha bisogno“.

 

 

Don Ettore Dubini

E non è finita qui perchè qualche giorno dopo era stato il turno di  don Ettore Dubini, già responsabile della Caritas decanale di Lecco e parroco di Crevenna (frazione di Erba). Dubini infatti aveva detto: “Salvini ha di nuovo ricordato di avere sempre in tasca il Rosario (chissà se qualche volta lo usa per pregare, o se lo tiene come portafortuna)”.

 

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