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Il dovere della cronaca e le opinioni dilettantesche sul Coronavirus LA FINESTRA DEL GIOVEDI’

di Marco Calvetti

Il dovere della cronaca e le opinioni dilettantesche sul Coronavirus LA FINESTRA DEL GIOVEDI’
Cronaca Lecco e dintorni, 12 Marzo 2020 ore 15:06

Si fa in fretta a dire: non scrivo di Coronavirus in tempi di Coronavirus. E che tempi.

Coronavirus, cronaca e opinioni

Mi ritengo fortunato a condividere la professione con una redazione che continua a stupirmi (pur essendo vecchio del mestiere e di giornalisti ne ho incontrati e pure guidati uno stuolo) per la passione e il rigore con i quali hanno guidato il fenomeno, ora per ora, nei suoi molteplici aspetti e sfondando anche i comprensibili muri di silenzio.

Tocco questo tasto perché il mondo dei media è messo sotto accusa per ogni virgola e respiro, sulla base di pregiudizi e di sentenze sommarie qualunquiste.
Urlare cifre e assecondare il bollettino drammatico delle vite lese e strappate, costa solo il prezzo dell’aggiornamento, oggi reso più semplice dagli strumenti tecnologici e dalla dittatura dell’istante.

Davanti a una piega (termine sconosciuto, anche come sinonimo, nella carovana di parole dette e scritte) che evoca scenari biblici e persino teologici (è un castigo di Dio o una prova?) il compito dei media deve essere quello di raccontare, documentare, informare, in una bolla etica nella quale ciascuno è chiamato a misurare il proprio senso di responsabilità.

Coronavirus fenomeno schizofrenico

In un circo dove spesso i medici fanno i politici e viceversa, dove l’ultima soubrette dice la sua e incalza il virologo, dove la claque è stata messa alla porta dagli studi televisivi, sarebbe bene tornare all’insegnamento di qualche adagio popolano “Ofelè fa el to mesté”, altrimenti i fatti si mescolano con le opposizioni e con la fame di notizie nutrite dalla paura è facile spacciare dosi massicce di pressapochismo che confonde le idee e i comportamenti.
Il Coronavirus è un fenomeno schizofrenico se è vero che fino a qualche giorno fa non sono mancate le compagne fondate sull’”usciamo di casa”, con fior di testimonial e ora lo “stiamo a casa”, è l’antidoto più efficace contro il contagio.

Che dire? Il nostro servizio “pubblico” continuerà con scrupolo e umanità (ci sono belle storie in circolazione) sul web e sul Giornale di Lecco cartaceo. Se continueremo con l’informazione corretta, capillare, tempestiva ad arginare anche un mezzo caso o a favorire un cambio degli stili di vita per l’ora buia e per il futuro, avremmo la coscienza a posto con i nostri lettori, con i quali vogliamo intensificare il contagio di stima e di fiducia reciproca.

Marco Calvetti

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