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Buona Pasqua

Gli auguri di Pasqua del sindaco Virginio Brivio

Brivio: "Pasqua con la nostra famiglia e poi chissà che il prossimo Natale non diventi il giorno di una "resurrezione universale"".

Gli auguri di Pasqua del sindaco Virginio Brivio
Cronaca Lecco e dintorni, 11 Aprile 2020 ore 09:25

Virginio Brivio, sindaco di Lecco, si lascia andare a degli auguri di Pasqua “speciali” vista la situazione che nel mondo si sta vivendo.

Virginio Brivio: “Buona Pasqua”

Il sindaco di Lecco ha inviato una mail in cui augura a tutti i suoi cittadini una buona Pasqua e rovescia il vecchio detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”.

Senza voler sparigliare le gerarchie, di sicuro la Pasqua è la quintessenza delle festività e delle feste. Il valore della resurrezione è il cuore della tradizione cristiana, ma non vi è dubbio che il sacro si intrecci con il profano di una tradizione laica che attribuisce a questi giorni il significato dell’apertura sociale, della primavera che esplode e che induce ai prati verdi, alle scampagnate, alle gite fuori porta, alle visite alle città d’arte e agli incontri senza confini.

Il coronavirus ha avvelenato le nostre vite, rovesciando usi e costumi: chiese vuote, fiori di silenzio, traffico in folle. Siamo ancora in piena battaglia, aggrappati alle curve, ai picchi, agli algoritmi, partecipi di un fenomeno che sta sconvolgendo il mondo e minaccia di ipotecare il futuro. Come sindaco, tuttavia, non posso lasciarmi inghiottire dal pessimismo e preferisco l’ottimismo della volontà fuso con l’intelligenza della scienza.

Vedo attorno a me cittadini responsabili e ,davanti alle trasgressioni di minoranze, mi permetto di sollecitare ciascuno di voi a farsi promotore di un passa parola capillare, garbato e terapeutico. Le tentazioni in questi giorni, complici il cielo e il clima, saranno seducenti, ma sappiamo anche che un errore oggi sarà pagato a caro prezzo domani e non solo sul piano individuale. Vivo in mezzo a queste temperie come ciascuno di voi e perciò, al di là delle raccomandazioni di rito proprie dell’amministratore, voglio esprimere la mia vicinanza e, come comune, essere a servizio di chi ha bisogno: per diventare comunità con voi e preparare con scrupolo i mesi a venire.

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”: vecchio adagio popolare ma che ha sempre avuto anche un suo significato quasi sociologico. Rovesciandolo in questo scorcio di vita, lo metto sottosopra: facciamo Pasqua (coltivando per chi è credente l’intimità della preghiera e la gioia dell’evento) con la nostra famiglia e poi chissà che il prossimo Natale non diventi il giorno di una “resurrezione universale”.