Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Fulvio Greppi FOTO

"Fulvio non si era mai stancato di operare il bene: non era di tante parole, ma di fatti concreti per il prossimo"

Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Fulvio Greppi FOTO
Lecco e dintorni, 23 Gennaio 2020 ore 16:15

Sono stati celebrati nel pomeriggio di oggi, giovedì 23 gennaio, i funerali di Fulvio Greppi, 87 anni. Storico commerciante delle due ruote, era molto conosciuto e stimato nel Lecchese ed in particolare a Garlate.

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Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Fulvio Greppi

La chiesa parrocchiale di Garlate si è ben presto riempita di persone che hanno voluto portare l’ultimo saluto a Fulvio, tra cui anche una folta schiera di amministratori come l’attuale sindaco Giuseppe Conti e l’avvocatessa Francesca Rota, primo cittadino di Garlate negli anni Ottanta, quando Greppi era vice sindaco. A presiedere la celebrazione il parroco di Garlate don Matteo Gignoli, insieme a padre Agostino Frasson, diretto dell’Istituto Don Guanella di Lecco e all’ex parroco di Garlate don Mario Colombini.

“Molti di voi hanno camminato insieme lungo il cammino della vita di Fulvio. Celebrando questa Eucarestia, insieme, ci sentiamo in comunione con Dio ed oggi anche con Fulvio, che si trova nella sua Luce e nella sua Pace – ha detto don Matteo Gignoli durante l’omelia – Le letture pronunziate ci insegnano che Dio non si stanca mai di amarci, anche quando le angosce, i dolori e le sofferenze ci tolgono il respiro. Per questo non stanchiamoci di operare il bene: Fulvio, infatti, non si era mai stancato. Non era di tante parole, ma di fatti concreti per il prossimo. Perciò chiediamo al Signore di donargli la giusta ricompensa per il bene da lui compiuto, accogliendolo al tavolo della mensa celeste dei Giusti”.

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Don Mario Colombini: “Fulvio lo ricordiamo come sapiente artigiano e attento alla comunità”

Al termine don Mario Colombini, ex parroco di Garlate, ha letto un messaggio personale per ricordare Fulvio Greppi.

“E’ doveroso per me essere presente in questo momento di preghiera di suffragio e di addio al nostro fratello Fulvio. Sono venuto a pregare con voi carissima Enrica, figli e figlie, sorella Bruna e con tutta la comunità per chiedere la misericordia del Signore Gesù e il premio eterno per chi a lui è stato fedele. Fulvio lo ricordiamo come sapiente artigiano, imprenditore delle due ruote, infaticabile lavoratore e tanto attento alla sua cara famiglia. Lo ricordiamo pure attento alla sua comunità sia religiosa come civile. Fu assessore ed è stato lui a far nascere lo storico Geg – gruppo ecologico galatese, nel quale ha radunato tanti pensionati attenti alle necessità della comunità civile. Sono venuto per dirgli il mio grazie ricco di tanta riconoscenza, un grazie ricco di tanti ricordi gioiosi, felici, impegnati e faticosi.
Grazie per la sua preziosa collaborazione alla ristrutturazione dell’oratorio. Tutto è nato a Roma durante un pellegrinaggio, quando ho espresso ai presenti la mia volontà di ristrutturare l’oratorio e ho chiesto di non essere lasciato solo. Fulvia mi ha promesso la sua collaborazione e da quel momento ha iniziato a sollecitare amici ed è nata Garlate per i giovane, un’istituzione che ha funzionato per dieci anni fino alla conclusione dei lavori, animata sempre dal suo entusiasmo nell’inventare iniziative. Sono stati anni bellissimi. Accanto al suo entusiasmo era sempre la sua generosità. Grazie Fulvio e vorrei che i giovani con le loro famiglie ricordassero questo suo impegno e conservassero una gratitudine, segno di delicatezza e di finezza d’anima. Oggi sappiate dire insieme un grazie con una preghiera di suffragio”.

Poi don Mario ha aggiunto anche un dolce ricordo verso altre due figure importanti per Garlate. “Colgo l’occasione che mi si presenta per ricordare due figure di Garlate per i giovane che ci hanno lasciato: Mario Riva e Augusto Teli. Anche loro sono benemeriti e a loro dico pubblicamente il mio grazie. Anche per loro ho pregato in questa liturgia funebre. Mi è molto spiaciuto non essere stato presente ai loro funerali, dovuto a cause che non dipendevano da me. Durante la loro malattia non è mancata una mia visita. Conserviamo vivo il senso della riconoscenza e della gratitudine e del ringraziamento anche se oggi è di moda che tutto ti è dovuto. Educhiamoci a questi valori dello spirito che ci rendono ricchi di umanità. Grazie Fulvio, grazie Mario e grazie Augusto”.

a cura di Mario Stojanovic

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