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La polemica

Fase 2 e trasporto pubblico, Straniero: “Cara Trenord, ancora non ci siamo”

Dopo aver visionato il nuovo orario messo a disposizione da Trenord, Raffaele Straniero parla di "vergognoso disservizio ferroviario"

Fase 2 e trasporto pubblico, Straniero: “Cara Trenord, ancora non ci siamo”
Cronaca 03 Maggio 2020 ore 10:57

Domani via alla fase 2, ma dopo gli annunci di Trenord sulle modifiche alle corse sono scattate le polemiche. Raffaele Straniero, consigliere regionale, lancia un comunicato per la Società di trasporti.

Fase 2: Trenord sotto accusa

Da domani parte la fase 2 e i trasporti pubblici sono nel mirino di tutti coloro che temono che le misure di sicurezza verranno a meno anche a causa del numero di corse ridotte.  Ieri, sabato 2 maggio, i consiglieri regionali Angelo Orsenigo (Partito Democratico) e Raffaele Erba (Movimento 5 Stelle) lamentavano la carenza di corse per la fase 2. Oggi è Raffaele Straniero a lanciare un comunicato indirizzato alla Società che si occupa di trasporti.

Straniero: “Non ci siamo”

Da domani, lunedì 4 maggio, entra in vigore il nuovo orario delle linee ferroviarie regionali per la cosiddetta “fase 2”.
Trenord ha approntato regole ed accorgimenti per fare in modo che vengano occupati al massimo il 50% dei posti sul treno garantendo il “distanziamento fisico” fra le persone. E, fin qui, nulla da dire, anzi. Questo è il tema principale della ripartenza e deve essere affrontato nel modo più prudente e scrupolo possibile.

Il problema nasce però nello scorrere i nuovi orari.
I Comitati lombardi dei viaggiatori avevano chiesto, giustamente, la disponibilità del 100% dei treni, così da cercare di rispettare la regola del distanziamento fisico.
Invece Trenord risponde con un orario ridotto. Cito alcuni casi che riguardano le linee che gravitano sul Lecchese.

Il più eclatante è quello della Lecco-Como, dove la mattina sono previsti due treni a distanza di 6 ore l’uno dall’altro mentre il Comitato pendolari aveva chiesto con forza di aumentare le corse proprio per garantire la sicurezza di tutti i viaggiatori. Quindi o riesci a prendere il treno delle 6,18 (da Lecco) o quello successivo è alle 12.07.
Questo più che servizio lo definirei un vergognoso “disservizio ferroviario”!

Ma è veramente paradossale e, a mio giudizio, assurdo, anche quello che succederà su una delle linee più utilizzate per raggiungere Milano: la Tirano-Sondrio-Lecco-Milano. Qui le corse sono garantite al 50% per cento rispetto all’orario standard. Metà delle corse sono state semplicemente eliminate!
Qualche esempio per chi prende il treno da Lecco: non troverà più l’8.21 ma nemmeno i diretti delle 11, delle 13 e delle 14…
E, per le corse di ritorno la sera, sono spariti i treni delle 17.50 e delle 18.43. Quindi o riesci a prendere il 17.20 o il 18.20 oppure vai in là direttamente di un’ora…

Su una delle linee più martoriate della Lombardia, la S8 (Lecco-Carnate-Milano) è “assicurato” (consentitemi le virgolette, i pendolari capiscono subito perché le ho messe, dal momento che su questa linea l’imprevisto è la norma, sic!) il 78% delle corse. Un po’ pochino, soprattutto in certi orari…

Infine sulla Bergamo-Carnate-Milano l’orario è ridotto al 64%.
Seregno-Carnate non pervenuta, come ormai da più di un anno….

La richiesta dei Comitati pendolari mi era sembrata ragionevole: ripartiamo con l’offerta del 100% dei treni, poi, se si dovesse verificare che ne viene di fatto utilizzata una fetta modesta, si potrebbe ragionare su opportune riduzioni, tenendo conto comunque del fatto che nel corso del mese di maggio la domanda dei pendolari dovrebbe tendere ad aumentare.
Invece la risposta di Trenord, avallata evidentemente dall’Assessorato regionale ai trasporti, è quella di ridurre le corse, alla faccia dei proclami sulla sicurezza!

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