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Emergenza Coronavirus: “Le nostre ultime pizze sfornate per dire grazie ai medici in prima linea”

I titolari della Pizzeria Napulè a Lecco ieri hanno abbassato la saracinesca "per senso di responsabilità". Con un'ultima speciale consegna al Manzoni: "Il nostro piccolo gesto per chi sta facendo il massimo sacrificio per tutti"

Emergenza Coronavirus: “Le nostre ultime pizze sfornate per dire grazie ai medici in prima linea”
Cronaca Lecco e dintorni, 11 Marzo 2020 ore 07:28

Quaranta pizze, le ultime sfornate prima di abbassare la saracinesca e sospendere l’attività per una decina di giorni. Perché  ha da passà ‘a nuttata,  “ma non passerà se non facciamo tutti la nostra parte”. Quaranta pizze sfornate appositamente per essere recapitate in dono ai medici e agli infermieri “che al Manzoni di Lecco giorno e notte  combattono per noi” contro il Coronavirus.

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Quaranta pizze

Il gesto civico dei titolari della pizzeria Napulè di via Baracca è trapelato soltanto perché un’amica – la moglie di un medico che si è adoperata a far da tramite alla consegna, non semplice in questo momento di “super lavoro” vissuto dall’intero personale  sanitario del Manzoni – ha giustamente ritenuto di ringraziarli pubblicamente.

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“Ciascuno deve fare la sua parte”

La Pizzeria Napulè ha aperto i battenti soltanto qualche mese fa, lo scorso novembre. Decidere di chiudere adesso, anche solo per qualche giorno, peraltro senza vi sia ancora l’obbligo di farlo, non è stato un passo facile. “Ma vista la situazione non c’è più da guardare al fatto economico, se ciascuno guarda a se stesso non ci salviamo più, bisogna fermarsi tutti quanti” spiegava ieri in due parole Fabrizio Lamanna, mentre con il socio Luca Masullo lavorava lesto a sfornare la seconda tranche di venti pizze destinate al Manzoni.  “La prima abbiamo finito di consegnarla poco fa. Adesso torniamo su, facciamo avanti e indietro finché abbiamo portato anche queste”.

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Una speciale consegna

L’idea della speciale consegna al Manzoni è venuta a Fabrizio e Luca ieri mattina, martedì, dopo aver deciso di calare la serranda. “Era andato  in laboratorio per sigillare gli alimenti. Poi lui e Luca si sono detti che potevano fare anche qualcosa di più, un piccolo gesto per dare una mano a chi non può permettersi di fermarsi, ma anzi dovrà sacrificarsi per tutti noi nei prossimi giorni: i medici e gli infermieri del nostro ospedale” racconta la moglie Egidia Tallarico. I due si sono così rimboccati le maniche e iniziato a preparare l’impasto. C’era soltanto da capire come fare per recapitare le pizze per mezzodì senza intralciare il lavoro dell’ospedale. E’ venuta in aiuto un’amica, ex collega di Egidia che fa l’insegnante.  “Elisabetta oltre che una cara amica è anche moglie di un medico, l’ho chiamata, abbiamo organizzata la cosa” spiega.

Lo studente di Medicina

Un dettaglio non secondario: nella pizzeria oltre ai due titolari, lavora anche un dipendente, Marco, ma anche, nel fine settimana, un  giovane studente. “Michele studia Medicina – spiegano i coniugi Lamanna – Un bravo ragazzo che si dà da fare per mantenersi all’università. Il suo impegno è ammirevole e se oggi contiamo su di lui per mandare avanti la nostra pizzeria, domani saremo orgogliosi di vederlo medico, a fianco di coloro che tanto si stanno prodigando oggi per preservare la nostra salute in questo tragico momento”.

 

 

 

 

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