È morto ieri, lunedì 31 agosto 2026 a 95 anni don Angelo Casati, sacerdote ambrosiano, scrittore e poeta, figura significativa della storia religiosa e culturale di Lecco.
Nato a Milano il 9 maggio 1931 e ordinato sacerdote nel 1954, Casati arrivò a Lecco negli anni Settanta, diventando parroco di San Giovanni Evangelista, incarico che ricoprì dal 1973 al 1986. Tredici anni vissuti in una comunità che lui stesso avrebbe ricordato come una realtà «in faccia a montagne e a lago».
Morto don Angelo Casati, il prete-poeta che lasciò un segno a Lecco
Proprio negli anni lecchesi si consolidò anche il suo legame con padre David Maria Turoldo, sacerdote e poeta conosciuto fin dai tempi del seminario. Nel 1980 Casati lo invitò a Lecco per un’iniziativa dedicata a monsignor Oscar Romero, ma Turoldo, anche a causa delle tensioni suscitate dall’incontro, rinunciò alla partecipazione. Fu anche in quel periodo che Casati ebbe modo di conoscere più da vicino Carlo Maria Martini.
Dopo Lecco, nel 1986, don Casati si trasferì a Milano, dove guidò la comunità di San Giovanni in Laterano fino al 2008. Il legame con la città, però, non si interruppe: tornò più volte e continuò a essere ricordato per il suo stile pastorale e per una riflessione capace di parlare anche a chi era lontano dalla Chiesa.
Autore di numerosi libri, meditazioni e poesie, Casati aveva fatto della parola uno strumento per interrogarsi sulla vita, sulla fede e sulle inquietudini dell’uomo. Un sacerdote spesso definito «prete sulla soglia», capace di mettere al centro soprattutto le persone e le loro domande.
La sua morte riporta così alla memoria lecchese una figura che, durante gli anni alla guida di San Giovanni, seppe fare della parrocchia anche un luogo di confronto, cultura e riflessione. Un’eredità fatta di parole, incontri e domande, con uno sguardo sul Vangelo che non perdeva mai di vista l’uomo.