La tragedia

Dolore per il cofondatore del Cai morto in Grignetta

Brambilla: "Ernesto era molto di più di un amico, con lui abbiamo fondato insieme la sezione del Cai nel lontano 1989 e da sempre condiviso la passione per la montagna "

Dolore per il cofondatore del Cai morto in Grignetta
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Una tragedia che ha sconvolto un paese intero. Il Cai di Sulbiate, che contra più di 150 soci, piange il 76enne escursionista Ernesto Tresoldi, un volto conosciuto e benvoluto da tutta la comunità. Tresoldi, nel 1989, insieme a Fausto Brambilla (attuale presidente) fondarono il Cai cittadino e per tanti anni ricoprì anche il ruolo di presidente. Ieri pomeriggio, mercoledì 14 febbraio 2024, Tresoldi è precipitato in un canalone ripido nella parte più bassa del sentiero Cermenati, quando era quasi arrivato ai Resinelli.  La classica via di salita anche invernale verso la Grignetta.

Dolore per il cofondatore del Cai morto in Grignetta

Inutili i soccorsi in Grignetta

Immediato l’allarme: la centrale ha attivato le squadre territoriali del Soccorso alpino, Stazione di Lecco della XIX Delegazione Lariana, a supporto delle operazioni. Pronti a partire dal centro del Bione due tecnici e un sanitario del Cnsas - Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico. Sul posto anche l'elisoccorso, alzatosi in volo da Como.

Purtroppo per l'uomo non c'è stato nulla da fare: i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Il dolore di Brambilla

"Ernesto era molto di più di un amico, con lui abbiamo fondato insieme la sezione del Cai nel lontano 1989 e  da sempre condiviso la passione per la montagna - ha sottolineato Fausto Brambilla con la voce rotta dalle lacrime  - E' una grossa perdita per tutti noi, era l'anima del nostro gruppo. Dalle informazioni che sono riuscito a raccogliere Ernesto e l'amico che era con lui e con il quale ha condiviso la scalata alla Grignetta stavano facendo ritorno alla macchina, al parcheggio di Pian dei Resinelli. L’amico che era con lui che era chinato per togliersi i ramponi perché ormai stavano per affrontare l’ultimo tratto del sentiero non lo ha visto cadere. Da quanto mi hanno raccontato ha sentito solo un urlo e quando si è voltato Ernesto non c’era più. Quello che posso dire è che Ernesto percorreva quel sentiero ogni anno, era veramente esperto, non uno sprovveduto. E' davvero drammatico pensare di perdere la vita per un inciampo".

Le esequie

Al momento il feretro del 76enne è composto all'ospedale di Lecco, in attesa del trasferimento a Sulbiate. La data delle esequie non è ancora stata fissata.

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