Lecco

Dolce sorpresa per i bimbi: sul banco le mele di San Nicolò

Un bellissimo pensiero che in questo anno particolarmente difficoltoso dimostra, se ancora che ce ne fosse bisogno, che per bimbi e ragazzi la scuola è un luogo non solo di apprendimento, ma anche di socialità, affetto, calore umano, tradizioni. 

Dolce sorpresa per i bimbi: sul banco le mele di San Nicolò
Cronaca Lecco e dintorni, 04 Dicembre 2020 ore 09:45

“San Nicolò el porta i pom, Sant’Ambros i ha fa coss, la Madona i ha pelà, el Bambin i ha mangiò cun una fila dè michett”

Difficile, per non dire impossibile, che un lecchese non conosca la filastrocca che oggi, venerdì 4 dicembre i bimbi della scuola primaria di Bonacina a Lecco hanno trovato sul proprio banco. Un poesiola accompagnata da un dolce regalo, le tradizionali mele di San Nicolò, santo partono di Lecco (che si festeggia domenica). Un bellissimo pensiero che in questo anno particolarmente difficoltoso dimostra, se ancora che ce ne fosse bisogno, che per bimbi e ragazzi la scuola è un luogo non solo di apprendimento, ma anche di socialità, affetto, calore umano, tradizioni.

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Ma perché si donano le mele di San Nicolò

E’ una tradizione popolare cara ai bambini di Lecco quella delle mele di San Nicolò. Chiunque è nato e cresciuto in città lo sa: il 6 dicembre è consuetudine ricevere in regalo un bel pomo rosso, per omaggiare proprio il santo patrono cittadino. Ma perché una tradizione così particolare? E perché san Nicolò è patrono della città di Lecco?

Le mele: tradizioni ed episodi

La storia delle mele di San Nicola porta indietro al terzo secolo dopo Cristo, quando il futuro vescovo di Myra (in Grecia) nacque in Asia Minore. Uno degli episodi più celebri raccontati in merito alle sue doti di carità è quello delle tre figlie. Nicola rimase orfano in adolescenza ed ereditò una grande ricchezza dai genitori, e venne a sapere che un uomo, padre di tre figlie, era caduto in miseria, spingendo così le tre giovani verso la prostituzione. Fu Nicola, quindi, a salvarle, avvolgendo alcune monete d’oro in un panno e buttando il piccolo “fagotto” nella casa dell’uomo. L’episodio si ripeté per tre volte, un sacco di monete per ognuna delle tre figlie. Dentro, quanto bastava affinché quel padre potesse lasciare loro una dote per sposarsi, e salvarle così dalla vita di strada.

I tre bambini e le mele

Da qui, quindi, arriverebbe la raffigurazione di Nicola con i sacchetti di monete, trasformati poi in mele rosse. Ma c’è un’altra vicenda che spiegherebbe la tradizione: tre bambini non avevano niente di che nutrirsi, Nicola gli donò una mela a testa. I frutti, nella notte si trasformarono, diventando d’oro.

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