L'intervista

Daniele Nava: “Dobbiamo iniziare a pensare alla fase 2 dopo il lockdown”

"Terminata la fase di emergenza rischiamo di avere un danno irreparabile per le famiglie e le aziende".

Daniele Nava: “Dobbiamo iniziare a pensare alla fase 2 dopo il lockdown”
Lecco e dintorni, 06 Aprile 2020 ore 15:14

Quando finirà la fase di lockdown? Quando le attività potranno riaprire? E come? Per settori? Per età? Dovremo rinunciare alla nostra privacy? Riusciremo ad evitare la sindrome dell’asino di Buridano, che un giorno vuole chiudere tutto e il giorno dopo aprire tutto, generando disorientamento? Il dibattito inizia timidamente a fare capolino anche nel nostro territorio. “Dobbiamo continuare a gestire l’emergenza sanitaria, ma dobbiamo pensare da oggi, anche al dopo”, esordisce Daniele Nava, ex vice sindaco di Lecco, ex presidente della Provincia ed ex sottosegretario di Regione Lombardia, ma soprattutto imprenditore di successo alla guida della Mario Nava Spa di Bosisio Parini che occupa oltre 100 persone.

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Adesso secondo lei possiamo avviare una discussione sulla fase due dopo il lockdown? Sulla ripresa?

“Certo, dobbiamo muoverci subito. Terminata la fase di emergenza rischiamo di avere un danno irreparabile per le famiglie e le aziende. Lo Stato, che giustamente ci ha obbligati a stare in casa, deve mettere in campo tutte le compensazioni necessarie per le persone e le imprese. Non un decreto da 25 miliardi, che – alla luce dei danni previsti e dalle cifre messe in campo dagli altri Paesi – suonano come una presa in giro. Non bastano per far ripartire l’economia”.

Il Cerved ipotizza che il 10% delle aziende non riaprirà più.

“Saranno di più, molte di più, senza le contromisure idonee”.

Cosa serve per attenuare i danni?

“Dobbiamo fare come Usa, Gran Bretagna e Svizzera che stanno mettendo in campo risorse poderose. La Cassa integrazione è un palliativo. Anch’io sono ricorso alla Cig, tutti i miei collaboratori sono in cassa da quasi due settimane e – fino a quando potrò – l’azienda anticiperà le somme. Ma questi ammortizzatori potevamo essere organizzati meglio”.

 

L’intervista integrale si può leggere sul Giornale di Lecco in edicola da oggi, lunedì. Da pc c’è anche la versione sfogliabile (CLICCA QUI https://edizionidigitali.netweek.it/dmedia/pageflip/swipe/lecco/20200406lecco)

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