Coronavirus: ricercatore lecchese a Wuhan: “Io resto qui”

La scelta del 30enne Andrea Bonfanti. Sul fenomeno il parere dell’immunologo del Manzoni Paolo Bonfanti: «Siamo attrezzati per ogni evenienza». Falso allarme a Merate per una bimba. Mascherine a ruba nell’intera provincia

Lecco e dintorni, 03 Febbraio 2020 ore 09:56

In Italia, dopo vari falsi allarmi come a Merate e Monza, si sono verificati 2 casi di contagio da Coronavirus. Nel mondo le persone infettate sono 14.637  e il numero  sta salendo. Ma la commissione sanitaria nazionale ha dichiarato che i pazienti guariti sono 328, più di quelli deceduti. E c’è chi sta vivendo questa situazione nel punto clou. Stiamo parlando di Andrea Bonfanti, ricercatore lecchese a Wuhan che assicura: “Io resto qui”.

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Bonfanti. 30 anni,  è uno dei 67 italiani che si trova a Wuhan, città di oltre 11 milioni di abitanti nella provincia di Hubei, epicentro del Coronavirus. Ma diversamente dai nostri connazionali, contattati dall’Ambasciata italiana in Cina per essere rimpatriati, lui ha deciso di restare. “Prendere il virus è possibile, forse probabile. Morire per via del virus è molto improbabile per un individuo adulto sano. Il tasso di mortalità è intorno al 2%, forse meno”.
Dopo la Laurea in Storia conseguita in Inghilterra, ha studiato sia in Cina che in Giappone e nel 2017 ha vinto una borsa  di studio che lo ha portato nella Repubblica Popolare Cinese, all’Università  di Wuhan, dove ha effettuato un corso intensivo  di mandarino, preparatorio per il dottorato di ricerca. “Per il momento non avevo programmato alcun viaggio nel mio Paese d’origine. Dovrò rientrare prima o poi per recarmi a Roma e portare avanti la mia ricerca su Emilio Sereni. A Wuhan dispongo di una borsa di studio, che copre vitto e alloggio e ho stipendio mensile, del Governo cinese. Quindi posso continuare il mio lavoro serenamente”

A Lecco

Intanto se  nel Lecchese le mascherine sono diventate ormai merce rara,  l’ospedale Manzoni di Lecco  è stati inserito nella lista dei  i 17 presidi lombardi che  hanno un reparto di Immunologia  già attrezzato qualora dovesse presentarsi un paziente che presenta i sintomi del Coronavirus. E il  primario immunologo Paolo Bonfanti, 55 anni, vincitore del premio scientifico «Ielasi», esperto di malattie infettive: “L’Italia è a basso rischioSiamo attrezzati per ogni evenienza”.

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