Confcommercio Lecco: "Lavoro e tutele subito per le nostre imprese"

Gli esercenti pubblici lecchesi della ristorazione non hanno aderito alla protesta di #ioApro. Ma Confcommercio Lecco è scesa in piazza con il suo presidente per dare voce alla categoria massacrata dai continui stop&go del Governo.

Confcommercio Lecco: "Lavoro e tutele subito per le nostre imprese"
Cronaca Lecco e dintorni, 15 Gennaio 2021 ore 14:34

"Lavoro e tutele subito per le nostre imprese". Questo l'appello che Confcommercio Lecco e Fipe Lecco hanno contrapposto quest'oggi, venerdì 15 gennaio 2021, a #ioApro. Baristi e ristoratori lecchesi non hanno infatti voluto partecipare all'iniziativa di ribellione lanciata da un collega pesarese che  invitava a riaprire al pubblico bar e ristoranti in barba alla vigente normativa anticovid.

"Lavoro e tutele subito, questo serve"

«Abbiamo deciso di esporre questo striscione - a Lecco e nelle sedi di Calolzio e Merate - per richiamare l'attenzione su un tema che sta a cuore a noi come associazione ma che dovrebbe stare a cuore a tutta la comunità: le nostre imprese hanno bisogno di poter lavorare e di avere tutele e sostegno subito». Così Antonio Peccati venerdì mattina, in piazza Garibaldi. Il presidente di Confcommercio Lecco, affiancato dal direttore Alberto Riva e dal presidente di Fipe Confcommercio Lecco Marco Caterisano, ha dato voce agli esercenti pubblici della ristorazione, categoria massacrata da inopinati «stop&go», decretati dal Governo in balia di corsi e ricorsi pandemici. «Lavoro e tutele subito per le nostre imprese» il messaggio affidato allo striscione appeso sulla facciata di Palazzo del Commercio nella giornata del «#ioApro», iniziativa   dalla quale Confcommercio ha nettamente preso le distanze.

Peccati:  "Non c'è più tempo da perdere"

«Noi siamo per la legalità e il rispetto delle regole» ha semplicemente asserito Peccati. Il che non significa tacere. «Oggi scendiamo nelle strade e in piazza, dove operano le nostre imprese, per dire con forza che non c'è più tempo da perdere. Il commercio, il turismo e i servizi che noi rappresentiamo stanno vivendo mesi davvero difficili: alcuni comparti sono chiusi, altri sono fortemente penalizzati altri lavorano ma a scartamento ridotto. Questa nostra azione vuole essere un modo per tener desta l'attenzione di chi ci governa sul mondo delle imprese del terziario di mercato che sono fondamentali per l'Italia - ha detto il presidente di Confcommercio Lecco - Siamo consapevoli dell'emergenza che stiamo vivendo e del dramma causato dalla pandemia, ma chi lavora ha bisogno di avere più certezze, sia in termini di possibilità di lavorare che di possibilità di avere ristori giusti e adeguati. Comprendiamo la rabbia e la frustrazione di tanti imprenditori e operatori, ma sappiamo anche che solo stando insieme, solo agendo da associazione responsabile e seria, solo restando nel terreno del rispetto delle norme possiamo ottenere i risultati sperati».

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Servono più certezze per andare avanti"

Di qui l’appello accorato, «perché chi ha il compito di decidere lo faccia in fretta tenendo conto che le imprese portano sviluppo, occupazione e benessere al territorio» ha ribadito Peccati. «Non vogliamo andare contro le leggi, vogliamo solo lavorare in maniera legale. Oggi c’è bisogno di un gesto forte che richiami l’attenzione. Ci sentiamo sempre dire dal Governo che si apre, poi che si chiude, che la zona diventa gialla, arancione, rossa... Di fatto chi ha una attività si ritrova con costi fissi e nessuna possibilità di recuperarli. Chiediamo regole precise, anche per tutelare la salute di tutti quanti. Nel periodo in cui siamo riusciti a riaprire avevano la possibilità di pranzare o cenare distanziati con barriere protettive, in locali sanificati. Oggi questi poveri imprenditori non sanno più cosa fare, oltre tutto si sono indebitati con le banche».

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