Menu
Cerca
Civate

Addio a don Erminio Scorta, l’accorato ricordo del parroco

Don Gianni de Micheli rievoca il cappellano della Casa del Cieco: "Anima limpida, ha accudito con fraterna vicinanza moribondi e malati"

Addio a don Erminio Scorta, l’accorato ricordo del parroco
Cronaca Lecco e dintorni, 05 Aprile 2020 ore 10:28

“Don Erminio Scorta aveva un’anima limpida che ha accudito con fraterna vicinanza moribondi e malati. Sono certo che anche ora “continuerà” a tenere uno sguardo anche ai suoi cari della Casa del Cieco e alla nostra Comunità cristiana”. Così il parroco di Civate don Gianni De Micheli ricorda il cappellano della Casa del Cieco, scomparso venerdì all’età di 92 anni, che ha svolto la sua missione apostolica in paese per oltre trent’anni, diventando un punto di riferimento per tutta la comunità civatese. La sua salma sarà tumulata domani, lunedì 6 aprile, presso il cimitero di Civate, vicino alla tomba di Monsignor Gilardi, dove già sono seppelliti i genitori di don Erminio che ha voluto alla loro morte qui vicino a lui.

Il ricordo di don Gianni: “Sono certo che anche ora continuerà a vegliare su di noi”

“Il prossimo 28 giugno avrebbe raggiunto il 67° anniversario di ordinazione sacerdotale – così il parroco don Gianni ricorda don Erminio Scorta – Avremmo voluto “festeggiare” di tutto cuore la vicinanza e la riconoscenza a don Erminio Scorta per il suo prezioso servizio presso la nostra Comunità da ormai 33 anni. Don Erminio è sempre stato molto riservato, ma quando si prestava l’occasione, oltre a mostrare la sua acuta intelligenza e cultura, ha sempre mostrato il suo grande cuore e la sua finezza nella cura pastorale. Il servizio che ha svolto nei confronti dei malati e dei moribondi non è mai stato solo un “dovere”, ma è sempre diventata vicinanza cordiale ad un fratello che soffre e al quale cerca di dare tutto quello che ha: Gesù! Lo ricordano davvero in tanti nella comunità, soprattutto coloro che hanno collaborato con lui nell’animazione delle celebrazioni feriali e festive, gli amici della Corale San Pietro al monte.. ed anche i sacerdoti che come parroci hanno collaborato con lui: don Fausto Gilardi e don Mario Longo… oltre a me che ho camminato con lui in questi ultimi undici anni. Vederlo avvolto in un lenzuolo steso a terra è stato molto difficile da “reggere” ma ricordo volentieri l’ultima volta che ci incontrati ed abbiamo pregato insieme, gli ho letto una lettura dell’Ufficio e poi ha voluto fare la comunione. prima abbiamo fatto qualche minuto di adorazione recitando il cantico di san Tommaso: Adoro Te devote (l’ha voluto in latino) e si è soffermato soprattutto sull’ultima strofa come una “consegna”: Iesu, quem velatum nunc aspicio, oro fiat illudermi quod tam sito: ut, te revelata cernens facie, visu sim beatus tuae gloriae (O Gesù, che ora ti vedo, prego che avvenga ciò che tanto desidero: che vedendoti col volto svelato, sia beato della visione della tua gloria). Ora sono certo che per un’anima tanto “limpida” non possa che esserci la “beatitudine della visione della Gloria del Signore e lo possa contemplare per sempre. Sono altresì certo che “continuerà” a tenere uno sguardo anche ai suoi cari della Casa del Cieco e alla nostra Comunità cristiana. Per questo i fedeli della Comunità che hanno di solito frequentato la chiesa di san Calocero, gli ospiti della Casa del Cieco, le suore, i lavoratori, gli amministratori, si uniscono ai nipoti (Alessandra, Lucia e Paolo) nel cordoglio di questo distacco così “violento” ma anche nel ringraziamento a don Erminio per questi 67 anni di sacerdozio di cui 33 spesi in mezzo a noi”.

Condividi