Lecco

Cicero Experience: dall’India al lago di Como, la storia di due giovani lecchesi che raccontano le nostre eccellenze FOTO

"Per noi viaggiare significa scoprire i luoghi attraverso il racconto di chi li ama, riuscire a vedere quelle bellezze attraverso i loro occhi. Cicero è il nostro sogno, il nostro progetto di vita e realizzarlo dove siamo nati e cresciuti rende tutto ancora più speciale."

Cicero Experience: dall’India al lago di Como, la storia di due giovani lecchesi che raccontano le nostre eccellenze FOTO
Lecco e dintorni, 02 Settembre 2020 ore 13:43

Giovani, intraprendenti e con il sogno di raccontare le eccellenze della propria terra. Al terzo piano di un palazzo del centro storico di Lecco, in un loft, abitano Francesco Cappoli e Chiara Redaelli con i loro inseparabili amici a quattro zampe: un labrador nero buono come il pane e un gattone bianco di origini indiane di grande compagnia.
Un amore, quello tra Francesco e Chiara, nato sui banchi di scuola, al liceo classico Manzoni, continuato negli anni dell’università e riconfermato con tre anni insieme in India. Ad agosto 2019 la decisione più importante: lasciare Mumbai e tornare in Italia. In mezzo il desiderio di realizzare il loro sogno più grande: dar vita a Cicero. Francesco laureato in economia alla Bocconi, Chiara in Giurisprudenza in Cattolica. Da compagni di vita a giovani startupper.

Cosa vi accomuna?

«Il viaggio. Per noi viaggiare significa scoprire i territori attraverso il racconto di chi li ama. E’ sempre stato così: negli anni dell’università prendevamo un qualunque mezzo e partivamo alla scoperta dell’Europa. Francia e Nord Europa in primis. Poi crescendo abbiamo condiviso un viaggio on the road in Messico, un’avventura davvero unica».

Ma il bello doveva ancora arrivare

Francesco nel 2017 ha ricevuto un’offerta di lavoro da Boston Consulting Group a Mumbai. Chiara, seppur con qualche timore, lo ha seguito per approfondire gli studi in legal english, che le hanno permesso di ottenere il lavoro da sogno nel Consolato Italiano.
«Sono stati tre anni importanti, di crescita. Vivere una cultura come quella indiana vivendone la quotidianità è un alto valore aggiunto. Il Paese, poi, è in un momento di crescita importante e vanta un grado di digitalizzazione notevole. Le settimane sono passate rapidamente, sono diventati mesi e poi anni. Abbiamo lavorato molto, concedendoci bellissime vacanze alla scoperta dell’Asia. Abbiamo visitato il Medio Oriente, la Thailandia, La Cambogia e tanti altri luoghi che sognavamo sin da ragazzi».

Nell’agosto 2019, giusto un anno fa, l’ennesima avventura Mumbai-Lecco: 12.000 km in 50 giorni in sella a una Royal Enfield. Cosa vi ha riportato a casa?

«Sicuramente Cicero, poi casa è casa… Abbiamo capito di avere un sogno condiviso, un sogno ideato tanti anni prima, durante uno dei fine settimana nella splendida Firenze. Da un incontro quasi casuale su piazzale Michelangelo con un pensionato del luogo. Ecco, lui ci ha mostrato l’altra faccia di Firenze, un volto basato sull’amore infinito per la propria terra e la volontà di condividerla con noi “stranieri”. Abbiamo incontrato tanti Cicero come lui durante le nostre avventure in giro per il mondo, ma quell’amore percepito nei loro racconti non è mai cambiato. Così un giorno abbiamo deciso. Stava a noi creare la possibilità per tutti i viaggiatori di scoprire il mondo nel miglior modo che conosciamo: attraverso le persone e la loro passione. E così è stato. Siamo partiti in sella a una moto con due zaini dal quel Paese lontano che tre anni prima ci aveva accolto, abbiamo attraversato Emirati Arabi, l’Iran, l’Armenia, la Turchia, poi siamo arrivati in Europa con grande sollievo delle nostre famiglie. Il 3 ottobre eravamo a Lecco con tanta energia e la voglia di inaugurare per la primavera 2020 Cicero Experience».

Ma poi è arrivato il Covid…

«Si, ma nulla è cambiato per noi. Certo, abbiamo ritardato il lancio del progetto di qualche mese, ma forse, oggi, la voglia di riscoprire il territorio è ancora più importante di ieri. Non fermarsi alle solite esperienze è il vero valore aggiunto e di qualità. Il mercato tende a essere di massa, a non rendere speciale e unica ogni proposta, noi vogliamo fare la differenza proponendo attività in grado di valorizzare il territorio. Al nostro arrivo a Lecco la vera sfida è stata proprio quella di intercettare i Cicero e creare la rete».

E come è andata?

«Molto bene, hanno accolto con grande entusiasmo il progetto. Sono persone piene di energia, che hanno avuto il coraggio di rendere la propria passione mestiere di vita. Ognuno di loro è in qualche modo un’eccellenza nel proprio campo, un provocatore o un pioniere. Il progetto Cicero rappresenta in questo senso per loro una nuova sfida, un nuovo canale per raggiungere le persone. Ad oggi sono già più di 20 sul nostro lago e una decina sul Lago di Garda e Maggiore che saranno a breve operativi. L’utente visita il sito www.ciceroexperience.com e sceglie il tipo di attività si interfaccia con un professionista del proprio settore, può scegliere le date in tempo reale attraverso una piattaforma booking e ricevere la conferma tutto nel giro di due minuti. Prenotare un’esperienza non è mai stato così semplice.. Il numero dei partecipanti e la relativa conferma non sono più un problema. Le persone sono al centro del nostro sistema. Dal turistico puro all’esperienza culturale in giornata, fino all’incontro con l’imprenditore e alla degustazione guidata. La vera sfida è trovare esperienze sempre nuove e creare sinergie con il territorio ».

Qual è il vostro sogno nel cassetto?

«Sicuramente replicare Cicero fuori Lombardia e innescare un processo virtuoso che parta proprio dalle persone. Per il resto il futuro è tutto da scrivere e spetta a noi questo bellissimo compito».

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