Cenone di Capodanno: a Como e Lecco trionfa il Km zero

Cenone di Capodanno: a Como e Lecco trionfa il Km zero
Cronaca Lecco e dintorni, 29 Dicembre 2020 ore 15:01

I preparativi per il cenone di Capodanno sono iniziati. Il menù è già stato scritto e stando ai dati, a Como e Lecco ha vinto il Km zero.

Cenone di Capodanno, vince il Km zero “made in Lario”

Rigorosamente a casa, rigorosamente “a chilometro zero”: è un veglione “in zona rossa” e tra le mura domestiche quello che attende quest’anno le due province di Como e Lecco.  Il cenone sarà dunque tra le mura domestiche, ma senza rinunciare a gusto e territorio. La tendenza 2020 del “cenone” che accompagnerà la notte più lunga dell’anno premierà il “chilometro zero made in Lario”, che sarà protagonista con i suoi prodotti nelle tavole delle nostre province.

Il vino a tavola non manca mai

Lo spumante – sottolinea la Coldiretti interprovinciale – si conferma come il prodotto prediletto per il brindisi di mezzanotte, ma c’è grande attenzione anche per i vini prodotti sul nostro territorio: quest’anno, scegliere una bottiglia made in Italy e made in Lario è anche un gesto importante di attenzione per un settore in profonda sofferenza, che con la forte limitazione del canale horeca sta subendo perdite ingentissime.

Il cotechino brianzolo per augurare fortuna e ricchezza

Immancabile anche la presenza in tavola del cotechino brianzolo accompagnato dalle lenticchie che, secondo la tradizione popolare, sono portatrici di fortuna e ricchezza. Con la presenza di cotechini e salami da cuocere sulle tavole del Capodanno, si festeggia quest’anno anche la prossima entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria per tutti i salumi: “Si tratta di un bene per le nostre province, che contano una radicata tradizione norcina” sottolineano il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi.

Un Capodanno lariano

“La festa migliore sarà, quindi, sulle tavole del cenone di domani sera, dove trionferanno salumi insieme a formaggi e vini della nostra valle. Un “made in Lario” che potrà essere ancor più valorizzato”.

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