Cane gettato dal settimo piano: Brambilla sul piede di guerra

"E’ una vera e propria epidemia di violenza. Una situazione che impone non soltanto una riflessione culturale ma un intervento legislativo".

Cane gettato dal settimo piano: Brambilla sul piede di guerra
Lecco e dintorni, 20 Aprile 2018 ore 09:47

Cane gettato dal settimo piano: Brambilla sul piede di guerra

Denuncia per l’uomo che ha  gettato dal settimo piano un cane

“Denunceremo per maltrattamento e violenza privata l’autore di questo inqualificabile gesto. La violenza è inaccettabile sempre, contro le persone e contro gli animali. E quest’ultima a maggior ragione se compiuta davanti ad un minore. Anche per questo chiediamo l’immediato intervento dei servizi sociali e al pm l’allontanamento del responsabile dal nucleo familiare”. Lo afferma l’on lecchese  Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e del Movimento animalista, commentando l’arresto, a Roma, di un 44enne che ha gettato dal settimo piano la cagnolina del figlio ed ha resistito agli agenti.

Riconoscere la pericolosità sociale

“Nel caso specifico – sottolinea l’ex ministro – l’episodio è aggravato dal fatto che una persona di minore età ha subito una violenza morale e psicologica, dalla quale durerà fatica a riprendersi. Bisogna riconoscere la pericolosità sociale di chi compie atti del genere, un individuo evidentemente violento tanto nei confronti degli animali quanto dei familiari: una volta di più, purtroppo, vediamo che le due cose vanno a braccetto. Chi è violento con gli animali è violento anche con gli esseri umani, soprattutto con i più deboli”.

Maltrattamenti sugli animali

“Proprio nei giorni scorsi – aggiunge l’on.Brambilla – è stato pubblicato il secondo rapporto sul maltrattamento animale in italia, a cura di Silvia Premoli e Giovanna Rossi, che, in mille pagine, raccoglie solo, e qui l’avverbio va sottolineato, i casi di maltrattamento riportati dalla stampa nazionale e locale o sul web. Non ci sono, né potrebbero esserci, gli infiniti casi mai denunciati o senza testimoni o semplicemente ignorati dalle cronache. Anche così parliamo di circa 600 episodi gravi che molto spesso si concludono con la morte dell’animale, o degli animali coinvolti, e in buona parte restano impuniti perché non ne sono individuati gli autori”.

Inasprire le sanzioni

 

“E’ una vera e propria epidemia di violenza. Una situazione che impone non soltanto una riflessione culturale ma un intervento legislativo, come quello che da tempo propongo. Ciò soprattutto  per inasprire le sanzioni penali a carico di chi commette i reati di maltrattamento di uccisione di animali” conclude l’onorevole Brambilla.

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