Avvisi di garanzia sul Bione, Qui Lecco Libera attacca

Sono stati notificati gli avvisi di garanzia per conclusione delle indagini preliminari in merito alla vicenda Bione. Ecco chi riguardano

Avvisi di garanzia sul Bione, Qui Lecco Libera attacca
22 Novembre 2017 ore 13:39

Sono stati notificati gli avvisi di garanzia per conclusione delle indagini preliminari in merito alla vicenda Bione. Ecco chi riguardano.

Avvisi di garanzia sul Bione

Si è diffusa la notizia della chiusura delle indagini della Procura di Lecco per ipotizzato abuso d’ufficio e falso ideologico. Il tutto, in merito alla prima proroga del 30 ottobre 2015 della gestione del centro sportivo Bione della “Sport Management”, e il relativo raggiungimento dell’obiettivo nell’economia dei premi di produzione. Indagini che hanno riguardato alcuni professionisti inseriti nel nucleo di valutazione degli obiettivi stessi, oltre alla ex dirigente di settore Giovanna Esposito e all’ex segretario comunale Michele Luccisano.

Qui Lecco Libera attacca

“Con buona pace dei responsabili del disastro del centro sportivo che hanno sempre spostato l’attenzione su un inesistente “corvo”, oggi un po’ di chiarezza è stata fatta”. E’ il commento a caldo di Qui Lecco Libera. “Riemergono i tre punti chiave della vicenda. Innanzitutto, come è stato possibile ignorare (per mesi) le reiterate segnalazioni degli uffici comunali in merito all’illegittimità del contratto di gestione del centro. Quindi, come è stato possibile, per quasi dieci anni, sottovalutare il fatto che il Bione fosse stato del tutto privo dei “provvedimenti positivi in ordine all’agibilità complessiva e all’uso dei locali e degli impianti. Infine, come è stato possibile tollerare che fin dal 31 ottobre 2015 la struttura sportiva fosse sprovvista della polizza per responsabilità civile verso terzi (come ha riconosciuto l’Avvocatura del Comune di Lecco)”.

Il prosieguo

“La Procura di Lecco – chiosa Qui Lecco Libera – si è concentrata al momento sulla prima proroga del contratto di gestione, quella cioè risalente al 30 ottobre 2015. Ma di proroghe ce ne sono state due. Entrambe, a detta dell’avvocato del Comune di Lecco, sarebbero manifestamente illegittime. La prima fu disposta dall’allora direttore del settore, Giovanna Esposito (cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini), la seconda, sotto forma di “differimento”, venne disposta dal sindaco di Lecco. Attendiamo sviluppi”.

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