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Emergenza Coronavirus

Appello dei sindaci ai cittadini: “Ascoltateci e dateci una mano ad aiutarvi”

Conferenza a Villa Locatelli a Lecco questo pomeriggio. Usuelli, Brivio e Polano hanno fatto il punto della situazione

Cronaca Lecco e dintorni, 10 Marzo 2020 ore 18:29

Appello dei sindaci ai cittadini lecchesi: “Dateci una mano ad aiutarvi. State a casa e fidatevi di quello che vi diciamo”.  Conferenza stampa questo pomeriggio a Villa Locatelli, sede della Provincia di Lecco. Il presidente Claudio Usuelli, affiancato dai sindaci Virginio Brivio e Flavio Polano di Malgrate (quest’ultimo presente nella veste di presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ats Brianza) , hanno fatto il punto della situazione e soprattutto si sono rivolti alle persone dure a capire la gravità della emergenza sanitaria Coronavirus in corso.

Il presidente della provincia: “Ascoltate i vostri sindaci”

Usuelli, che è anche sindaco di Nibionno, si è direttamente rivolto agli abitanti dei comuni del territorio lecchese: “Li rassicuro su una cosa: abbiate fiducia nei vostri sindaci. Hanno tutti hanno il pieno controllo della situazione. Sanno quello che devono fare e come devono farlo. Ascoltateli, perché quello che vi dicono, lo dicono a ragion veduta. Ci confrontiamo tutti i giorni tra noi. Le informazioni che ci vengono veicolate dagli organi ufficiali, ovvero la Prefettura, sono tutte reali e vanno seguite alla lettera”.

“Chiudiamo adesso per ripartire il prima possibile”

Usuelli ha rilanciato l’appello di queste ore: “No agli assembramenti, restate in casa”. Un invito anche alle attività attività commerciali: “So che è un momento difficile però vi chiediamo di fare la vostra parte anche voi. Chiudere le saracinesche in modo che anche i cittadini non siano invogliati a uscire di casa. Se riuscissimo a raggiungere questo obiettivo, sicuramente questo virus lo debelleremo il prima possibile. Altrimenti se andiamo avanti così, di quindici giorni in quindici giorni, probabilmente tra un mese ci ritroveremo ancora in questa situazione”. Dunque: “Chiudiamo adesso per ripartire il prima possibile e più forti di prima”.

Numeri del contagio in crescita esponenziale

La drammaticità della situazione sta nei numeri, come ha  sottolineato il sindaco di Lecco Virginio Brivio. Ricordando altresì che “i dati che vengono diffusi da Regione Lombardia, per una procedura adottata, si riferiscono a ventiquattro  ore prima”. Ovvero la situazione è ben peggiore di quella ufficialmente attestata. “Siamo nei giorni della salita esponenziale. Una duplice salita: dei contagi in generale, ma anche delle persone che hanno bisogno di cure dedicate. Non semplicemente ospedaliere, ma di terapia intensiva e di interventi che comportano l’impegno di macchinari più complessi. Regione Lombardia su questo fronte sta facendo molti investimenti.

Brivio: “C’è bisogno di una cura da cavallo”

“E’ una corsa contro il tempo per dotare gli ospedali di strutture ulteriori, anche solo provvisorie” ha proseguito Brivio. “Con un problema non banale di reperimento delle necessarie apparecchiature, perché purtroppo non basta solo il personale e un letto. Se vogliamo veramente bene ai nostri operatori sul fronte tutti i giorni a salvare vite umane, ovvero occorre abbassare queste due curve, di chi è positivo e quindi di chi si ammala. Da subito. C’è bisogno di una cura da cavallo. Che è quello che hanno fatto le uniche due realtà che ce l’hanno fatta: Wuhan e il paese di Codogno. C’è bisogno di questa cintura sanitaria, di astensione dalle relazioni.

Gli uffici comunali non chiudono

Le amministrazioni comunali non chiudono. “Ma sono raggiungibili previo appuntamento, con le dovute eccezioni, quali le denunce di nascita o di morte o altre situazioni gravi e impellenti”. “Prima di recarvi in Comune, però, effettuate una telefonata. E valutate bene se il vostro bisogno non possa essere rimandato. Non dico dopo il 3 di aprile, ma almeno di quindici giorni, che sono queste due settimane nodali. Sui siti di ogni comune si possono trovare i numeri dedicati”.

Grazie a bar e ristoranti che hanno chiuso

“Ci sono stati  bar e ristoranti che hanno chiuso senza avere un obbligo di legge in questo momento” ha detto il sindaco Brivio. “Sono attività che non hanno atteso un provvedimento di tipo formale, ma lo hanno fatto per senso di responsabilità. In queste ore i Comuni e le province lombarde stanno chiedendo al Governo centrale di estendere questo come divieto per tutta la Lombardia, almeno per quindici giorni. E’ l’unica arma che i cittadini hanno in mano. Si esca solo se c’è un bisogno vero. Si può vivere per qualche giorno senza bar e ristoranti”. Con una consapevolezza: “Non è poi così vero che le misure vengono prese autonomamente dai cittadini”. “Chiaro che nel contempo chiediamo al Governo che le misure già previste per le situazioni di crisi vengano estese anche agli operatori di questi settori”.

Lo slogan dei rifugisti

Virginio Brivio ha preso in prestito lo slogan  usato dall’Associazione Rifugi Lombardi annunciando la decisione della loro chiusura: “Rifugi chiusi per voi”. “Importante capire che quello che è contro la nostra natura, rinunciare a uscire e relazionarci con gli altri, oggi può essere invece il modo migliore di voler bene alle persone. Questo il messaggio sintetico che vogliamo lanciare, soprattutto alle fasce giovanili dove risulta più faticoso farlo filtrare”.

Polano: “Ecco cosa stanno facendo i Comuni”

Flavio Polano presidente della Conferenza dei Sindaci ATS Brianza ha spiegato cosa stanno facendo i primi cittadini.  “Siamo coordinati e in stretta correlazione con Ats per quanto concerne le segnalazioni dei soggetti positivi e  quindi degli interventi che devono essere fatti, a domicilio. I Comuni stanno lavorando per sostenere le situazioni di maggiore fragilità. Pensiamo soprattutto alle persone anziane, rafforzando  il servizio dei pasti a domicilio, ma anche della spesa a domicilio. Stiamo prendendo accordi con i diversi esercenti che devo ringraziare. Alcuni lo facevano già autonomamente, altri  si sono messi a disposizione con grande  senso civico in questo momento difficile per tutti”.


I piccoli Comuni stanno lavorando in associazione, come ha aggiunto Polano, “istituendo numeri unici da chiamare”. “C’è poi un’organizzazione interna che distribuisce le richieste”.

Per le categorie dei soggetti disabili, “i servizi sono aperti, ma Regione Lombardia ha dato questa mattina disposizione di valutare caso per caso, considerando l’opportunità di chiudere le strutture adottando però interventi a domicilio per i casi più difficili, che le famiglie non possono gestire da sole”.

“Ne usciremo se tutti rispetteranno le regole”

“Noi sindaci si siamo, insomma, pur nella fatica. Siamo sul pezzo e stiamo lavorando per aiutare tutti a capire che la situazione è grave e ne usciamo tutti nella misura in cui tutti rispettiamo le regole”.

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