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Aggressione al Pronto soccorso di Lecco, ferite due operatrici sanitarie

Momenti di tensione sabato 29 agosto 2026 al Pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco, dove un minorenne, arrivato accompagnato da un adulto, avrebbe aggredito alcuni operatori sanitari.

Aggressione al Pronto soccorso di Lecco, ferite due operatrici sanitarie

Momenti di tensione sabato 29 agosto 2026 al Pronto soccorso dell’ospedale Manzoni di Lecco, dove un minorenne, arrivato accompagnato da un adulto, avrebbe aggredito alcuni operatori sanitari.

Secondo quanto riferito, il giovane avrebbe avuto una reazione violenta nei confronti del personale, colpendo diversi operatori con calci, pugni e sputi. Nell’episodio sarebbero state coinvolte almeno cinque persone. Tra gli operatori aggrediti ci sarebbero una dottoressa e un’infermiera, entrambe costrette a ricorrere alle cure dei colleghi.

Aggressione al Pronto soccorso di Lecco, ferite due operatrici sanitarie

La situazione si sarebbe protratta anche nell’area della sala d’attesa, rendendo necessario l’intervento della Polizia. Gli agenti sono arrivati al Pronto soccorso e hanno riportato la situazione alla calma, prendendo poi in carico il minorenne e accompagnandolo fuori dalla struttura.

Durante la gestione dell’episodio l’attività del triage è stata temporaneamente interrotta. Quello di sabato non è putroppo un episodio isolato Nel 2025 a Lecco, il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario ha coinvolto una quota significativa degli operatori. Secondo le indagini condotte dagli Ordini professionali, il 40% degli infermieri che hanno partecipato alla survey ha dichiarato di aver subito una forma di violenza durante l’anno. Tra questi, oltre un terzo ha valutato l’ipotesi di lasciare la professione.

Ancora più alta la percentuale rilevata tra i medici: circa due terzi del personale sanitario intervistato ha riferito di aver subito qualche forma di violenza. Nella maggior parte dei casi si è trattato di aggressioni verbali, mentre gli episodi non sono stati frequentemente segnalati attraverso procedure formali alle strutture di appartenenza o alle forze dell’ordine.

Le indagini evidenziano inoltre che, anche quando non vengono presentate denunce o segnalazioni formali, l’esperienza intimidatoria può lasciare conseguenze nel tempo e condizionare l’attività lavorativa degli operatori sanitari.

La vicenda ha suscitato  lo sdegno del sindacato. “La gravissima aggressione avvenuta nella giornata di sabato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Manzoni” di Lecco ha segnato il superamento dell’ennesimo ed intaccabile limite di guardia. Un giovane in evidente stato di forte agitazione che ha aggredito fisicamente gli operatori in servizio ha causato una dolorosa ecchimosi alla zona del sopracciglio a causa di una testata a una professionista, mentre una seconda lavoratrice ha subito gravi percosse riportando ecchimosi all’addome. Coinvolto nell’aggressione anche un tecnico di radiologia, a testimonianza di un clima di insicurezza diffuso e intollerabile che colpisce indiscriminatamente tutto il personale” sottolineano  dalla  UIL Funzione Pubblica Lario e Brianza esprimendo  la massima e sentita vicinanza e solidarietà alle lavoratrici, al tecnico e ai loro familiari”

Tuttavia, il sindacato alza la voce con forza: “Le attestazioni di solidarietà formale non bastano più ed è finita l’epoca delle parole di circostanza.

“Siamo stanchi – sbotta il Segretario Generale UILFP Lario e Brianza Massimo Coppia – di contare i feriti tra chi ogni giorno si dedica alla cura dei cittadini. Gli ospedali non possono essere lasciati allo sbaraglio né trasformati in un ring dove medici, infermieri, tecnici e operatori rischiano l’incolumità fisica a ogni turno di lavoro. Chi si prende cura della salute pubblica ha il sacrosanto diritto di lavorare in sicurezza e di tornare a casa sano e salvo. Le passerelle e le espressioni di circostanza all’indomani dell’ennesimo episodio non servono a nulla: servono atti concreti, presidi fissi e azioni tempestive. Se la Direzione Generale dell’ASST e le istituzioni preposte non garantiranno l’incolumità del personale, la UIL FPL è pronta a mettere in atto ogni forma di protesta e mobilitazione.”

La UIL FP Lario e Brianza chiede un immediato e drastico cambio di rotta alla Direzione Generale della ASST di Lecco. “Non è più tollerabile attendere il verificarsi dell’ennesima tragedia, potenzialmente ancora più grave, per introdurre le necessarie contromisure a tutela dei lavoratori e degli utenti ovvero istituzione urgente di un Tavolo permanente sulla Sicurezza, un tavolo di confronto costante che coinvolga la Direzione Generale, le rappresentanze dei lavoratori e le autorità di pubblica sicurezza per monitorare i rischi e adottare soluzioni immediate; presidio fisso e adeguato di Sicurezza, ripristino e potenziamento di un presidio di controllo e vigilanza attivo continuamente, soprattutto nelle aree maggiormente esposte come il Pronto Soccorso e i servizi di emergenza e misure concrete e preventive: Aumento delle tutele strutturali e organizzative affinché la sicurezza sia una priorità operativa reale e non un mero principio richiamato solo dopo i fatti di cronaca”.