Cronaca
Funerali

A Mandello l'ultimo grande abbraccio a Kikko Centali

La comunità si è stretta numerosa attorno alla famiglia molto conosciuta in paese.

A Mandello l'ultimo grande abbraccio a Kikko Centali
Cronaca Lago, 16 Giugno 2021 ore 18:31

Tutti uniti, in un unico grande abbraccio ideale, per dare l’addio a Enrico  Kikko Centali,  ragazzo scomparso troppo presto, a soli 29 anni, vittima del terribile incidente motociclistico avvenuto domenica pomeriggio sulla nuova Lecco – Ballabio. Lo schianto tra la moto sulla quale viaggiava, in galleria «Poggi 3», e un’autovettura, è stato violentissimo e non ha lasciato scampo al giovane centauro.

I funerali di Kikko Centali oggi a Mandello

A dare l’ultimo saluto, oggi pomeriggio, mercoledì 16 giugno 2021,  nella parrocchia di San Lorenzo, si sono riuniti molti mandellesi, vicini alla fidanzata Chiara, a mamma Donata, a papà Roberto, alla sorella Paola e a nonna Rosalia. Una comunità che si stringe attorno ad una famiglia molto conosciuta, così come lo era lo stesso Kikko, cresciuto a Motteno, dove il nonno e poi la mamma hanno gestito lo storico panificio in piazza. Tutti se lo ricordano giovanissimo in giro con gli amici in sella al suo scooter, per poi ritrovarlo, dopo gli studi superiori alla Fiocchi di Lecco, cresciuto e lavoratore instancabile in due aziende sempre del paese, la «Gilardoni Vittorio» e, di recente, la «Lafranconi technologies».

L'addio sulle note di "Now We Are Free"

 

Ragazzo riservato, ma sempre presente per gli altri, Enrico aveva tanti interessi ed era uno sportivo, come hanno raccontato gli amici, e amava in particolare le due ruote. Una passione che lo portava spesso in sella alla sua Yamaha, proprio come accaduto domenica, e che purtroppo l’ha strappato alla vita, gettando in un profondo dolore i suoi cari. Difficile trovare le parole per consolare, come ammesso dallo stesso monsignor Giuliano Zanotta, durante l’omelia, così chi gli ha voluto bene ha deciso di salutarlo, al termine della cerimonia funebre, facendo risuonare le note della struggente melodia «Now We Are Free».