A Lecco nel 2025 il 40% degli infermieri e circa due terzi dei medici hanno subito violenze. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre il 12 marzo, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Lecco e l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCEO) di Lecco hanno organizzato congiuntamente un evento formativo dal titolo “Rischio aggressioni al personale sanitario: conoscere e prevenire il fenomeno”, nell’Aula Magna dell’Ospedale Manzoni di Lecco.
L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa dei due Ordini professionali di promuovere un momento di confronto e sensibilizzazione su un fenomeno sempre più rilevante nei contesti di cura, affrontandolo attraverso una prospettiva interprofessionale e orientata alla prevenzione.
“La violenza nei confronti degli operatori sanitari non rappresenta infatti soltanto un problema di sicurezza sul lavoro, ma ha ricadute dirette sulla qualità dei servizi sanitari e sul rapporto di fiducia tra cittadini e sistema di cura”, spiegano gli organizzatori.
A Lecco nel 2025 il 40% degli infermieri e due terzi dei medici hanno subito violenze
Nel corso dell’evento verranno presentati anche i risultati delle indagini conoscitive promosse da OMCEO e OPI, che hanno restituito una fotografia della diffusione del fenomeno nel territorio lecchese. ” Dalla nostra survey si evidenzia che il 40% degli infermieri che hanno partecipato all’indagine ha subito una forma di violenza nel corso del 2025 e oltre un terzo di loro ha dichiarato di aver valutato l’idea di lasciare la professione – sottolinea Fabio Fedeli, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Lecco – La violenza contro gli operatori sanitari non riguarda solo chi la subisce direttamente, ma rappresenta un problema che coinvolge l’intera comunità. Quando i professionisti lavorano in condizioni di insicurezza o forte pressione, ne risente inevitabilmente anche la qualità dell’assistenza e il clima di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. Per questo è fondamentale affrontare il tema in modo condiviso e con un approccio orientato alla prevenzione”.
L’evento ha previsto inoltre l’intervento di esperti sul tema della gestione e prevenzione delle aggressioni nei contesti sanitari, con l’obiettivo di offrire strumenti utili sia sul piano organizzativo sia su quello relazionale.
“Dall’indagine promossa dall’Ordine risulta che circa due terzi del personale sanitario intervistato ha subito qualche forma di violenza, per fortuna prevalentemente verbale – aggiunge Pierfranco Ravizza, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Lecco – Nella maggior parte dei casi i sanitari non hanno avviato procedure formali di segnalazione agli organismi di servizio o alle forze dell’ordine. Per tutti, quasi indistintamente, tuttavia, il vissuto intimidatorio permane nel tempo come condizionamento nella pratica lavorativa. La preoccupazione è che tale vissuto possa contribuire a demotivare il personale sanitario o a incrementare la già esuberante quota di medicina difensiva, che grava sul servizio sanitario. Riteniamo pertanto utile e fondamentale ogni iniziativa che miri a mantenere o ristabilire il corretto rapporto fiduciario tra cittadini assistiti e personale sanitario.”
L’iniziativa rappresenta un momento di collaborazione tra le professioni sanitarie del territorio e si inserisce in un percorso più ampio di promozione della sicurezza nei luoghi di cura, nella consapevolezza che tutelare chi cura significa tutelare l’intera comunità e rafforzare la qualità del servizio sanitario.