Cronaca
Orrore

16enne violentato e torturato in cella da un membro della gang di Simba La Rue

Il responsabile, un ragazzo della Costa d’Avorio ormai maggiorenne, è accusato di violenza sessuale di gruppo e aggravata e di tortura, a causa del trattamento “inumano” e “degradante” che ha inflitto al ragazzino.

16enne violentato e torturato in cella da un membro della gang di Simba La Rue
Cronaca Lecco e dintorni, 15 Dicembre 2022 ore 15:13

16enne violentato e torturato in cella da un membro della gang di Simba La Rue, ovvero Mohamed Lamine Saida,  23 anni  domiciliato a Merone, "volto noto" a Lecco  "protagonista" della faida tra rapper che ha insanguinato  le province di Lecco, Bergamo e Milano.

16enne violentato e torturato in cella da un membro della gang di Simba La Rue

Un ragazzo di 16 anni detenuto nel carcere minorile Beccaria di Milano è stato vittima di violenze sessuali e torture da parte dei suoi compagni di cella, uno dei quali sembra appartenere alla gang del trapper Simba La Rue, finito in carcere quando la sua "gang" era rimasta coinvolta in una faida con quella del trapper  Baby Touche tra pestaggi, sequestri e rapine.

Il sedicenne, come riportano i colleghi di primadituttomilano.it era finito in carcere proprio con l'accusa di molestie, per un palpeggiamento nei confronti di una donna sulla metro, episodio che gli è costato una pesante punizione. E non stiamo parlando della detenzione.

Nella notte, il gruppo dei compagni di cella ha approfittato del cambio turno della guardia per agire e colpire nel sonno il ragazzo. Lo hanno legato alla finestra del bagno, lo hanno violentato con l'uso di diversi oggetti e gli hanno spento una sigaretta in faccia e sul braccio. E poi ancora calci, pugni e acqua bollente addosso. Una tortura che il ragazzo difficilmente potrà dimenticare.

Le accuse

Il responsabile, un ragazzo della Costa d’Avorio ormai maggiorenne, è accusato di violenza sessuale di gruppo e aggravata e di tortura, a causa del trattamento “inumano” e “degradante” che ha inflitto al ragazzino.

Nella notte, il gruppo dei compagni di cella ha approfittato del cambio turno della guardia per agire e colpire nel sonno il ragazzo. Lo hanno legato alla finestra del bagno, lo hanno violentato con l'uso di diversi oggetti e gli hanno spento una sigaretta in faccia e sul braccio. E poi ancora calci, pugni e acqua bollente addosso. Una tortura che il ragazzo difficilmente potrà dimenticare. Nel frattempo il ragazzo ha trovato un posto in una comunità grazie al lavoro dell'avvocata Daniela Frigione.

 

 

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