grande generosità

Varenna, dona al Comune la villa di famiglia per onorare la memoria del marito

Una terrazza affacciata sul golfo, un giardino nel cuore del borgo e una storia di famiglia lunga decenni. Per la prima volta nella storia di Varenna un privato dona al Comune una proprietà di tale valore. La casa Venier sarà destinata ad attività sociali, culturali e turistiche per tutta la comunità.

Varenna, dona al Comune la villa di famiglia per onorare la memoria del marito
Aggiungi Prima Lecco alle tue fonti preferite

Una casa affacciata sul lago, un giardino nel cuore del borgo e soprattutto una storia di affetti, ricordi e legami profondi con Varenna. Da oggi quel patrimonio entra a far parte della comunità. È una donazione senza precedenti quella ricevuta dal Comune di Varenna dalla signora Loredana Spiga Venier, vedova di Gianmarco Venier, che ha scelto di affidare all’Amministrazione un’antica dimora di famiglia in Contrada del Prato, ai civici 16 e 18.

Varenna, dona al Comune la villa di famiglia per onorare la memoria del marito

Non una semplice proprietà immobiliare, dunque, ma un luogo che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la famiglia e per le persone che ne hanno attraversato la vita. E che ora, per volontà della proprietaria, potrà diventare uno spazio a disposizione dell’intera comunità.

La dimora si sviluppa su due livelli. Al piano terra si trovano cucina, servizio, zona pranzo, ampio soggiorno e una veranda affacciata sul giardino; al piano superiore ci sono tre camere da letto e due servizi. Completano la proprietà un ripostiglio esterno con torretta, il giardino e soprattutto un’ampia terrazza panoramica dalla quale lo sguardo abbraccia il golfo di Varenna, il borgo e l’intero specchio del lago.

Alla casa, inoltre, Loredana Spiga ha deciso di aggiungere anche i beni mobili e gli arredi custoditi all’interno dell’abitazione, conservando così non soltanto gli spazi, ma anche una parte della memoria che li ha accompagnati nel tempo.

È proprio il valore della memoria a spiegare la scelta della donatrice. E nelle sue parole emerge con forza il legame con il marito e con quella casa diventata, negli anni, un vero «luogo del cuore»:

«Mi è stato chiesto cosa mi abbia spinto alla decisione, forse non usuale, di donare casa Venier al Comune di Varenna. La risposta è, senza esitazioni, “Desidero onorare la memoria di mio marito, Gianmarco Venier” – racconta la donatrice –  Lui merita di essere ricordato per la bella persona che, in vita, è stato, per le tante, tante cose buone che, senza rumore, ha fatto per gli altri. Ha amato Varenna (e i Varennesi) fin dalla tenera età, quando (erano gli anni quaranta) il papà Ottaviano acquistò la proprietà da un erede Venini, e a Varenna ha sempre fatto ritorno, fino alla fine. Per la casa di via del Prato sono passate tutte le persone, parenti, amici, conoscenti, che hanno fatto parte della nostra vita. È stata uno spazio davvero speciale: dal terrazzo, per tanti anni, abbiamo ‘respirato’ l’intero paese con le sue luci e colori, il lago coi suoi umori, le montagne a fare da corona e quelle nuvole a succedersi leggere o, più spesso, minacciose. Ora, in mancanza di eredi diretti, e oltretutto in un momento storico in cui, a mio vedere, ci si chiude sempre più nel privato e in cui prevale il senso di isolamento e di frammentazione delle comunità, credo sia buona cosa offrire invece tanta bellezza alla collettività. Per questa ragione, non vedo altri se non Voi, che questa comunità rappresentate, a cui affidare la memoria e la cura di questo mio luogo del cuore».

Una scelta che assume così anche un significato più ampio: trasformare una proprietà privata in un bene destinato alla collettività. È infatti la prima volta nella storia amministrativa di Varenna che un privato cittadino dona al Comune un immobile di tale rilevanza.

La donazione non è però priva di precise condizioni. La signora Spiga ha chiesto che la dimora venga resa fruibile dall’intera comunità varennese attraverso iniziative e attività promosse dall’Amministrazione comunale nei settori sociale, culturale e turistico. Un vincolo che sarà trascritto per novant’anni, ai sensi dell’articolo 2645-ter del Codice civile, con l’obiettivo di garantire nel tempo la destinazione voluta dalla donatrice.

Un aspetto sottolineato con particolare forza anche dal sindaco Mauro Manzoni, che vede nella donazione non soltanto un atto di grande generosità, ma una scelta capace di consegnare alla comunità un patrimonio destinato a durare:

«È la prima volta, nella storia del nostro Comune, che un privato cittadino dona un immobile all’Amministrazione: un gesto che merita di essere ricordato negli anni a venire. Desidero esprimere la mia gratitudine, e quella di tutta l’Amministrazione, alla Sig.ra Loredana Spiga, non solo per la generosità di questa donazione, ma anche per la sensibilità con cui ha voluto accompagnarla: chiedendo un vincolo di utilizzo in campo sociale, culturale e turistico, la Sig.ra Spiga ha saputo proteggere nel tempo il vero valore del suo gesto, evitando che un domani qualche amministratore possa svilire questo patrimonio. Chi conosce quella terrazza, affacciata sul golfo di Varenna in una posizione panoramica semplicemente invidiabile, sa che si tratta di un luogo incantevole, e da oggi sappiamo che appartiene a tutti noi».

Ed è forse proprio qui che si trova il senso più profondo della scelta: una casa che avrebbe potuto restare legata esclusivamente alla memoria privata di una famiglia viene invece consegnata alla comunità. Non per cancellarne la storia, ma per permettere a quella storia di continuare a vivere attraverso nuove persone, nuove iniziative e nuove occasioni di incontro.

La terrazza dalla quale per tanti anni la famiglia Venier ha guardato il lago, il borgo e le montagne non sarà dunque soltanto il ricordo di una stagione passata. Per volontà di Loredana Spiga Venier, diventa un pezzo di Varenna affidato a tutti i varennesi.