“Salire sul tetto di un bivacco in infradito per prendere il sole non è una bravata da raccontare, è semplicemente irresponsabile”. Dopo il bivacco Ferrario in Grignetta – ricoperto di scritte e adesivi e ripulito nei giorni scorsi da alcuni volontari – nel mirino di giovani poco responsabili e consapevoli dei propri comportamenti anche il bivacco del Magnodeno: a denunciare l’accaduto è il Gruppo Alpini Monte Magnodeno.
Vandalismi in montagna: dopo il Ferrario, colpito il bivacco del Magnodeno
Alcuni ragazzi sono infatti saliti sul tetto del bivacco nella tarda sera di lunedì 20 luglio 2026, intorno alle 21, in infradito, mettendo anche a rischio la propria incolumità, e c’è chi ha persino pensato di espletare i propri bisogni fisiologici sulla struttura…

A onor del vero, bisogna dire che nella mattinata di oggi, mercoledì 21 luglio 2026, i volontari del Gruppo sono saliti in vetta, trovandovi gli stessi ragazzi coinvolti nell’episodio sopra citato, e rimproverandoli per la bravata. A quel punto, spiegano i volontari, “i ragazzi sono sembrati consapevoli di aver esagerato, e si sono scusati”.
La denuncia del Gruppo Alpini Monte Magnodeno resta comunque un monito per i frequentatori del luogo, affinché non si dimentichino mai del rispetto dovuto ai bivacchi che, come sottolineato, “sono strutture d’emergenza d’alta quota, non stabilimenti balneari”, e del rispetto dovuto a se stessi, perché – spiegano – “una lamiera scivolosa, una calzatura inadatta e un briciolo di disattenzione bastano a trasformare un pomeriggio di relax in una tragedia elicottero-trasportata”.

“Il bivacco – sottolineano ancora dal Gruppo – è una struttura d’emergenza, un rifugio vitale per gli escursionisti. Imbrattarlo con i propri bisogni biologici dimostra un totale disprezzo per la comunità e per chi fatica a mantenere questi luoghi puliti e accoglienti. Come se non bastasse, questo episodio segue la scia di chi ha già imbrattato e vandalizzato un’altra struttura simile, come il bivacco Ferrario. Il quadro che ne emerge è desolante: una totale mancanza di rispetto per la montagna, per il lavoro dei volontari che mantengono questi rifugi, e per la propria stessa vita”.
Gli Alpini concludono con una “nota di buon senso”: “La montagna accoglie tutti, ma esige rispetto. Chi scambia un presidio di sicurezza alpino per una terrazza di un locale in spiaggia non ha capito nulla dello spirito della quota e, purtroppo, sta solo cercando il modo più stupido per farsi del male. La montagna accoglie tutti, ma non perdona la stupidità. Il rispetto per le strutture e la prudenza per la propria pelle dovrebbero essere la base prima ancora di allacciarsi gli scarponi — o, in questo caso, di infilarsi le infradito. Ci auguriamo che questi ragazzi capiscano l’errore prima che la loro superficialità provochi una vera disgrazia”.